Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: esempio

Italia, 25 aprile

Finché in Italia si festeggia il 25 aprile, il cittadino

ha diritto di speranza (virtù teologale, fra l’altro,

you know).

*

Ma la festa del 25 aprile bendispone anche

alle generiche speranze dell’essere umano: quelle,

per esempio, del futuro, della salute, dell’amore,

del lavoro, della ricchezza, della saggezza, della vittoria,

del successo – e, infine, alla speranza più grande:

d’essere esattamente (combaciando con la massima

precisione, cioè) ciò che si è.

*

Ora, il problema è sempre quello della coscienza

che il soggetto (essere umano o cittadino che sia)

ha di sè. Per dire: e se uno si sente d’essere un delin-

quente, bene o male fatto appunto per delinquere?

E insomma, se uno è Hitler che si sente un dio-

carnefice? Chi mai potrà dirgli che forse si sbaglia?

*

Questa poesia non ha una vera fine, perché

la risposta alla domanda, che pure c’è,

non sta qui.

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Diario apocrifo di Asino Nero #2

Come comincio? – Questo è il primo dei miei problemi come poeta ma anche come asino. Conosco però l’obiezione: dovrei tenere per fermo che ho già cominciato, sicché, ora, si tratterebbe, appunto, di recuperare quel cominciamento – e questo l’ha fatto Proust, eminentemente, potrei prenderlo a esempio.

Per vivere

Bisogna ammettere che, per vivere,

è indispensabile un tasso

d’incoscienza considerevole.

Serve cioè non fare

troppo di conto, ovvero farsi

bastare (come santi, scriveva

P.P.P.) due soldi in saccoccia

o la buona parola di un amico

o un bacio – e cos’è mai un bacio?

La generica urgenza

La genetica urgenza, l’istinto di prendere

posizione a prescindere (dalla situazione,

per esempio, ovvero dal teatro), in qualche

modo il tic, il sintomo del rimesta-

mento incontrollato e dunque realissimo –

io uso “inerzia” per dire mondo.

Lettera al Lettore

Caro Lettore,

lo so, tu vuoi capire. Lo so perché anch’io, a momenti, sono un Lettore e vedo che, allora, cerco di capire.

Ecco, voglio dirti solo questo, girandoci poi un po’ intorno: capire è presuntuoso.

Primo esempio: se leggo che il monte Bianco è alto 4810 metri, io credo senz’altro di capire.

Secondo esempio: se leggo:

Nel mezzo del cammin di nostra vita

Mi ritrovai per una selva oscura,

credo ancora di capire, però con qualche titubanza.

Terzo e ultimo esempio: se leggo:

A rose is a rose is a rose is a rose,

la mia sicurezza di capire è solida ma quello che mi manca e mi disarma è l’insistenza tautologica: perché?! Non capisco! – Non capisco e ci godo.

 

Cos’è un’informazione?

Una cara amica, ossessionata, temo, dalla razionalità, sostiene che sia, per esempio, l’enunciato: il monte Bianco è alto 4810 metri. La mia amica, cioè, esclude di poter chiamare “informazione” la letteratura. Tornando alla domanda del titolo, dunque, la mia risposta è invece: un’informazione è un’espressione qualsivoglia.

La doppia vita

Fa schifo? Mm, mica tanto.

Niente mash-up, niente

condivisione, niente notifiche.

 

Non dico però un sonno

ininterrotto dalle 6 alle 7

del mattino.

 

Questo concetto pressoché estinto

del decoro – una cosa come

il guiderdone e la carta da lettere.

Mini romanzo in versi. L’addio come arte #176

(Incipit del prologo.)

 

Lasciamo perdere, diciamoci

“Addio” qui, su questo ponte,

che pure, come ponte, unisce –

non so, per la verità, che cosa,

esattamente, sia un addio,

ricordo solo degli esempi

a buon mercato, qualche

prassi usuale e, confusa-

mente, dei fotogrammi.

Tramonto

Si tenta di riprodurre

la normalità in vacanza,

si pensa di riuscirci

con la TV, per esempio,

si aspetta qualcosa che assomigli

all’ora di andare a dormire,

perché anche il tramonto,

nelle condizioni attuali,

manca di credenziali.

L’aquilegia sfiancata incoraggia

L’aquilegia sfiancata incoraggia

la rosa a seguire il suo esempio.