Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: elemento

L’espressione

L’espressione include

elementi poco o niente

decifrati, ovvero oscuri,

come, per dire, è

prassi lunare.

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La forma-personaggio

La forma-personaggio, nel caso

della collisione di masse ingenti (sic)

di follia, non torna

utile (…a meno, si capisce, di trarre,

come Primo Levi, personaggi

dagli elementi della Tavola).

Mini romanzo. Procacciatore d’ottimismo #161

Tanto per spiegare il titolo, è la mia professione. Prima di me, nessuno si era mai immaginato di proporre al cliente l’ottimismo come uno degli elementi della tavola periodica.

Soggetto

Un mondo che sembra il nostro, spazio-

temporale – in realtà, un mondo

finito, compiuto, un insieme

in cui gli elementi nuotano come pesci

e scambiano questa facoltà per vita che passa.

Cos’altro?

Mi guardo intorno

e tutto è come sempre:

una popolazione rigogliosa

di elementi e relazioni – niente

di cui, per caso, preoccuparsi.

Preferisco pensare

Preferisco pensare,

anziché alla tendenza storica,

a un corpo minato

da elementi estranei. È un modo

per alludere, almeno,

a una carcerazione integrale.

 

È passato del tempo

È passato del tempo

e in ogni caso

sono sciocchezze, basta

sostituire un elemento (uno

solo), per sentire diversamente.

C’è qualcuno

C’è qualcuno, da qualche parte,

e, nei dintorni, qualcun’altro – più

d’uno, veramente. Quello e questo

hanno in spalla uno zaino.

 

A una certa distanza, come per miracolo,

gli elementi danno spettacolo.

Qui non si tratta

Qui non si tratta

di ridistribuire colpe

ma di guardare e condividere

(ogni versione rimanda anche

a una ridistribuzione);

il quid (che non so mai

se viene prima o dopo)

è il racconto, il canto, la performance.

In questo, tanto più che nella colpa,

ci sono gli elementi

per perdere la strada.

Il punto

Una minima informazione socio-economica basta

a offrire alla psiche elementi di disturbo anche

gravi e gravissimi, poi tocca al giocoliere di turno

amministrare (pardon) il gruzzolo.

 

Detto questo, si torna al punto da molto più lontano, varcando

confini, solcando mari, attraversando terre di nessuno sempre

umide di siero e disseminate di brani e frammenti variamente

accessibili, combinabili, distruttibili.

 

In termini correnti, una specie di safari nel dominio dell’ombra,

servono: un ventaglio di vimini, un’area di servizio sulla Salerno-

Reggio Calabria, due vecchietti seduti fra il bar e la pompa

e infine noi, come di norma, vulnerabili.