Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: dubbio

Una o due margherite

Una o due margherite

ti spuntano dalla bocca –

ma certo che sei tu, mai avuto

dubbi, anche lo stormo

zenitale non contribuisce

a sedare i perché.

Anche

Anche

se non significa

niente, non ho dubbi.

Appunto

Il giro si restringe? –

Dubbio venuto in inverno, senza neve,

con la luce aranciata delle quattro post-

meridiane.

Mauro Bonazzi

A che serve un “sapere” che paralizza, moltiplica dubbi e incertezze, cerca la complessità senza proporre soluzioni o indicare un cammino?

 

Mauro Bonazzi, Weber sulla nave di Platone, in La lettura #265, 24 dicembre 2016, pp. 8-9.

Sufficienza intellettuale

Devo ammettere che condivido, con l’opportuno garbuglio di dubbi e sensi di colpa, la sufficienza intellettuale di Scalfari verso l’M5S.

Il dubbio

Il dubbio, certo, ma ancora

di più il sospetto. La differenza

la fa un di ferocia brada.

Devo dirlo

Mi dispiace, mi vergogno come un ladro, ma devo dirlo: al momento, senza dubbio, sono il miglior commentatore su questo blog.

I dubbi hanno sotterrato

I dubbi hanno sotterrato

il vomito e la cacca.

Il piccolo cimitero di notte,

con la nebbia precisa precisa,

tanto l’assicurazione copre tutto,

sicché tutto ci sta e la famiglia

vincerà disfacendosi.

Ma se parlo di parole

Ma se parlo di parole

si penserà che sono frivolo?

Lo stesso dubbio vale

per i fiori, i fiumi, i deserti,

le strade. La cronaca

in tempo reale, così

incalzante, è la forma in cui oggi

si manifesta il Mondo, la Realtà,

alla  riflessione – ma la riflessione

lascia tracce e le tracce sono

un’attribuzione di responsabilità.

Chiamo idea-tempo

Chiamo idea-tempo

“l’idea in rapporto alla quota di tempo

esistenziale che riempie”. Da qui,

il consiglio di cartografare

la situazione, ovvero, con metafora

spaziale, di rap-

presentare il sistema dei quartierini

per cui bolina il soggetto. Prendiamo

la funzione “naufragare”. Un’area

estesa, poco illuminata, forse

un po’ inquietante o forse

è solo la timidezza, ma quanto

alla faccia nascosta, c’è –

obbligato sostegno o puntello

di quella in vista, pancia soffice. Penso

a un incommensurabile serbatoio amniotico,

un’eterna coltura, dove cose come

“dolore” o “morte” sono di troppo.

Malgrado il self-help e le leccate

dei mental coach – che sia in forma

di incubo onirico o cura professionale,

l’altarino universale è il Dubbio,

frazione di paura in nero.