Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: dolore

Atto unico, in una breve battuta e una bellissima canzone

(Buio. Illuminazione zenitale di un attore nudo al centro del palcoscenico, a 6-7 metri dal proscenio.)

Personaggio: Non so davvero cosa dire, sono giorni in cui mi sembra quasi di rimpiangere il mio dolore, è una specie di dubbiosa benaccia, credo…

(Buio. Musica: My House, di Lou Reed.)

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Dico la vita

Ogni tanto, a un tratto,

perlopiù inattesa, la vita bussa.

Dico la vita con le buone

ma anche con le cattive,

per scadenze, appuntamenti, agnizioni,

negligenze, casi, nostos, etc.

Si oscilla fra piacere e dolore tutto

il tempo, raro che la cosa

sembri strana – degna almeno 

del riconteggio del carteggio.

 

Quello che manca

Mancano almeno quattro mesi all’autunno ma le oche hanno già cominciato a volare sulla casa, come se quest’anno fosse necessario allenarsi di più per migrare. Io non ci sono, sono stato rapito dal dolore per l’agonia dell’amico Virgilio – tutto, tanto o poco che sia, avviene senza di me e non posso dirne niente… Potrei, si capisce, dire solo il contesto di un’assenza (=lacuna) che è l’essenza. Qualcosa, cioè, che non interessa in cambio di qualcos’altro che invece interessa.

La buona intenzione

La buona intenzione è scansare

la stretta cogenza biografica

(problema, ossessione, rogna, dolore), 

per ampliare il teatro delle operazioni –

anche ballando forte

fra strutturalismo e metabolismo.

Il perimetro terreno

Nessuno può giurare

sul suo funzionamento –

setaccio salva-idee, l’intero

che non c’entra, la coscienza

che se la sogna, la libertà,

piacere e dolore che sono

opportunità – invece, cioè,

che saltare da uno all’altro capitello,

impeto e empietà.

C’è conflitto fra realtà (R) e piacere (P)

C’è conflitto fra realtà (R) e piacere (P),

nonostante R passi

per la tana di P.

 

Dolore (D) e P sono allineamenti,

geometrie, nessuno

è mai sicuro di alcunché.

 

…Tanto, comunque, da premere

la punta del piede

e poi il calcagno…

 

R, invece, è la soluzione data –

costante, evidente, chiara, sotto

gli occhi di tutti, una formula tipo:

 

R=ƒ(?)

Pseudo-implicazioni

Se il Sole solarizza,

il Premio premia.

 

Se la Nebbia annebbia

il Dolore addolora.

 

Se la Noia annoia,

il Tempo temporeggia.

 

Se la Voce vocalizza,

la Moneta monetizza.

 

Se la Fretta affretta,

lo Spazio spazia.

 

Se il Vero avvera,

il Sogno sogna.

 

E se il Limite limita,

la Causa causa.

A forza di onde

A forza di onde, surfando

di cresta in cresta, ci sono

anni-luce, fra un piede e l’altro.

 

Le oche canadesi

vanno sempre bene, lì, sulla

verticale della casa

 

del dolore. Quella cosa, sì, quella

che sembra tutto, tranne

sè stessa – equivalente peri-potente.

Dolore, malattia e morte

Dolore, malattia e morte

sono – sorry per il preziosismo

ma quando cé vò cé vò – cimenti.

 

Superare il cimento, però, non è

sopravvivere ma spiegare – cioè spianare, come

si spiana una carta (accartocciata).

 

Dolore, malattia e morte

sarebbero insomma quest’ac-

cartocciamento, che chiede

 

d’essere aperto, per non omettere niente.

L’inizio, il dolore, l’ipoteca

L’inizio è in sé un dolore.

Un dolore, cioè, segna l’inizio.

Dolore e inizio, insomma, vanno

di pari passo, e dove

c’è inizio c’è dolore e dove

c’è dolore c’è inizio.

La domanda allora è: perché

quest’ipoteca?