Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: dio

Mio dio

Che non abbia a risentirne, mio dio,

l’amor proprio! Ma, se possibile, si trasli

l’asse del baricentro quel tanto per distinguerlo

dal manico di scopa su per il culo.

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La prossemica

Dio, fatto l’uomo, fece anche la chaise longue, disse all’uomo di stendercisi sopra e poi andò, a sua volta, a accomodarsi su una Frau posizionata alle spalle del supino.

Davanti #3

Assomiglia molto al peccato originale cristiano, che però, alla fine dei tempi, è solubile o perdonabile, deciderà Dio. Ecco, solubilità e perdonabilità sono prove di una volontà di potenza (VDP).

Ma essendo la VDP un destino, cioè un agone, per il soggetto individuale e collettivo, o si vince o si perde. Contro, appunto, la VDP.

Per rispetto verso la domanda

C’è qualcosa che sia importante in assoluto?

Domanda difficile, certo, e forse

anche trabocchetto (per chi,

naturalmente, ha già pronta una risposta-

pronta, tipo: Dio, Ragione, Spirito,

Essere). In ogni caso, almeno

per rispetto verso la domanda,

è in assoluto importante il sistema

di condizioni della sua formulazione.

Solo poco tempo fa

(Solo poco tempo fa, mi buttavo

giù per i pendii, sfiorando

semidei e cinghiali

e urlando, al dio ebbro dietro

di me, di provare a prendermi.)

Sì, un dio è rimasto

Sì, un dio è rimasto,

insopprimibile: il Limite.

 

Gli sport in voga sono il salto

e l’infrazione, appunto, del limite.

 

Detto in modo universalmente

comprensibile: alla Tecnica

 

sta sul cazzo. Ecco come preferisco

non guardare quello che vedo.

 

Da dove e come cominciare

Da dove e come cominciare? Mica

una bazzecola, dato che è una prima,

benché minima

focalizzazione

 

(potrebbe essere massima

solo se, come dice il Poeta,

nel principio ci stesse, comoda

e tout court, anche la fine).

 

Dal metodo al merito, qualche gettonata

combinazione: mondo  mit

filosofia, lirica, fisica, storia, etc.; io mit

amore, società, dio, morte, etc.

 

(Credo però di riconoscere un mio tono

caratteristico, lugubremente professorale,

che volentieri considero un limite, più

che una medaglia.)

Mi sento colpevole

Mi sento colpevole

perché sono colpevole,

ė l’unica spiegazione

che mi resta e mi convince.

 

Sono colpevole, non

di parole, opere e omissioni

contro Dio e\o l’Umanità,

ma, cosa molto più grave,

 

di subordinazione

logica.

 

Dio non è un nudista

C’è un dettaglio, nella Creazione di Adamo di Michelangelo, che non mi convince: la vestina sopra il ginocchio, di seta direi, ma soprattutto rosa pallido (in qualche descrizione leggo “purpurea”…), indossata da Dio – sicché, il lettore passa (da sinistra a destra): 1) per l’indimenticabile braccio muscolato (col telescopico indice elettrico), 2) per le veste rosa di cui sopra (che starebbe ottimamente su Kim Basinger), con cui il Genio cede perfino alla tentazione di rilevare un capezzolo, e 3) per una coscia e un ginocchio ipertrofici da bodybilder anziano ma sempre in forma – coerenti col braccio, certo, ma poco, evidentemente, con l’indumento.

Decidendo, d’altronde, di rappresentare Dio, il problema è vestirlo (un’impresa, si capisce), perché, stranamente, Dio non è un nudista.