Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: cosa

Dal punto di vista della vita

Dal punto di vista della vita, dimenticare

è importante – meglio, essenziale.

Sicché, tocca di chiedersi che cosa costi

veramente (cioè, distribuito sul PIL)

vivere.

Annunci

Ho poco

Ho poco

qui con me, adesso

come adesso. Così poco,

che mi viene addirittura

la tentazione di non sapere

che cosa farmene.

Vorrei insomma che il lettore

capisse in quali condizioni

mi do da fare, col cervello esposto

al sole come una terra arata.

Nel lungo termine, un processo

di sedimentazione simbolica

che schiaccerà

e mineralizzerà

volumi fiabeschi di sego colato.

Carola, il mottetto e l’incarnazione

Càrola, la gattina arancione (sic) ultima arrivata, 6-7 mesi, dorme sul divano, mentre la radio diffonde un mottetto classico. Per sorridere, mi chiedo se la musica possa toccarla, se possa perfino (è qui che sorrido) farle del bene. Nessuna intenzione di rispondermi, of course, mi piacciono le cose al livello minimo di incarnazione, ancora acerbe e amare.

Io non so se la soluzione migliore politicamente sia andare a votare subito

…io mi sento di dire che sarebbe la migliore eticamente. Io mi sento di dire che è la verità il problema urgente. E il voto, nella sua banalità aritmetica, è sempre un chiarimento.

“E se vince S.?”, dice. Chiedo scusa, ma rispondo con un’altra domanda, retorica: Si sono potuti evitare il Fascismo, il Nazismo, il Socialismo Reale?…

La storia contemporanea riconosce un ruolo istituzionale cruciale alle masse popolari. Le regole del gioco politico moderno, cioè, contemplano, dalla Rivoluzione Francese in poi, anche questa strana cosa: la responsabilità collettiva.

Così, oggi, in Italia, non si esce dall’incubo solo ignorando o censurando l’esistenza di una maggioranza relativa di razzisti e fascisti. I poveretti hanno diritto come tutti di esprimersi e decidere. E secondo la regola della responsabilità collettiva, ne pagheranno “in percentuale” le conseguenze.

Poesia in versi liberi sui motivi di appeal dell’innominabile Ministro dell’Interno italiano che durò in carica dal 2018 al 2019

È alto, grosso,

ha la panza, posta foto

di piatti e di sè

che s’ingozza, dice/scrive

cose semplici e chiare (anche

alla mente di un bambino, ammoniva

già B.),

tipo: “galera”, “verme”, “zecca”,

cammina a testa bassa,

come un torello,

come un torello guarda

da sotto in sù

(mica, cioè, come un Achille

o un Ettore, dall’alto in basso,

che è il massimo

dell’eroe-conduttore),

fa strage, si capisce,

di femmine, è un povero

“peccatore credente” (ipse

dixit), ha sempre in tasca un rosario,

il grammelot

del suo eloquio è:

“po-po-po-po-po”,

piace a chi non si piace.

Sembra tutto a posto

Sembra tutto a posto, direi, sintetizzando nel modo più efficace ma anche più rozzo: la mattina mi sveglio, mi alzo, vado a lavorare, nel tardo pomeriggio torno a casa, mi faccio due birre, scrivo, mangio, leggo qualcosa, e infine vado a dormire, col proposito, non tanto segreto, di rifare, l’indomani, suppergiù nello stesso ordine, suppergiù le stesse cose… – Mica vero, niente è più a posto, perché io sono morto… Oggettivamente, non sono ancora un cadavere, le azioni di cui sopra io le compio. Non si tratta della congiuntura. Qui, il punto, è l’orizzonte, per la precisione, uno vocazionale. Ecco, io, ogni giorno, sono vocato (con ottime chance di riuscita, cioè – non immediatamente fattuale, magari, ma simbolica, che pesa perfino di più, sì) a morire.

Seriamente

Io credo seriamente di scrivere breve a causa del trauma patito in gioventù (16-19) leggendo Umano troppo umano. Certo, Nietzsche, in quell’opera, non produce esattamente dei tweet – al contrario, il primo, decisivo aforisma sulla chimica dei sentimenti è lungo due pagine, cioè è un aforisma molto articolato e cabarettistico…

Io, però, ahimè, desidero ancora scrivere un romanzo, sapendo, cioè, che la cosa mi è preclusa.

 

Una cosa che odio…

…è dire “io l’avevo detto” –

azzeccare la scommessa

è sempre e solo un colpo

di culo, quello che resta sono

i ragionamenti, che valgono –

attenzione – anche

se sbagliati.

L’ispirazione

È inevitabile, per quanto mi riguarda, che quando non so che cosa scrivere non mi astenga dal farlo, avendo letto un po’ di Beckett.

È inevitabile anche, perciò, per quanto mi riguarda, che il tema di questo pezzo ritorni, nella mia produzione, di tanto in tanto, variamente “detto” ma forse pure (perché no?) “ri-detto”, usando cioè sequenze pregresse.

…essendo inevitabile, per quanto mi riguarda – lo affermo senza uno straccio di prova -, che mi succederà ancora di non sapere che cosa scrivere e dunque di scrivere, once again, su questa grana.

Mi dico: Non permetterti di non scrivere perché non hai l’ispirazione.