Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: cosa

Cose

Si dicono cose

che dicono, a seguire,

chi le dice

mentre le dice.

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Dice

“Evidentemente”,

dice, “sono cose per cui

ci mancano ancora

le parole” – Mentre penso

sconcertato, Ha finito!,

riprende: “Ci giriamo

intorno ma non importa,

alla fine, non c’è altro

modo, ogni centro

è indivisibile.”

Se uno attende al linguaggio verbale

Se uno attende al linguaggio verbale,

ecco che incontrando cose come “offerta

imperdibile” o “occasione memorabile”

 

Se poi uno inciampa malauguratamente

nel dettaglio sottostimato, ecco

che affondando nell’agnizione

 

Se infine uno si ferma e, dove sta,

sta, così ricreandosi all’insaputa

del Mondo e perciò facendo, ecco

Si può non nascere

Si può non nascere

ma se si nasce non si può

non morire – questa

la vulgata. Bene, buon ultimo,

anch’io, allora, ripeto

che la possibilità stessa, così

in nuce e tuttodì

assente essenzialmente,

è eterna –

ma di cosa stiamo a parlare?

Quesiti malposti. Tempo e ritmo #1

Non sarà che il tempo ha un ritmo, pur essendo, tempo e ritmo, cose avverse?

Sondaggi

Le cose vanno chiarendosi: Questi puntano a uscire dall’Europa, dipende dalla quota di popolo disposta a seguirLi nella mattana – dunque, intanto, dai sondaggi.

Va bene che il soggetto

Va bene che il soggetto

si ripeta e dichiari la sua nausea

per lo stato presente delle cose.

 

Tanto non esiste

autorizzazione, tutti cazzi

del violento per passione.

Il populista

(Questa cosa me l’ha ispirata un articolo, letto su doppiozero.com, di Rocco Ronchi, in cui si propone di leggere il populismo a partire dal suo inconscio (=metafisica), espresso, nella sua forma più matura, dal personaggio  di Memorie del sottosuolo di Dostoevskij. Ho dunque ripreso in mano le Memorie – e sono rimasto di stucco. Sì, il personaggio di Dostoevskij è proprio l’io del web, così orgoglioso della sua identità da fregarsene bellamente di ogni rispetto e precedenza. Nella sostanza, il pezzo è una riscrittura.)

 

Chi se ne frega se due più due fa quattro! Se non mi piace, chi se ne frega! Chi se ne frega della verità scientifica! Non mi piace la verità scientifica! Oh, gente, io sono io! Se qualcosa non mi piace, non mi piace – e quello che soprattutto non mi piace è che qualcuno o qualcosa mi dica qual è il giusto per me! Decido io, per me, il giusto! Se voglio, pensa, decido perfino, guarda un po’, che due più due fa cinque o tre!

Fra una cosa e l’altra

Fra una cosa e l’altra, insomma, viene facile buttare un occhio all’orizzonte in cerca di movimenti.

Da queste parti, però, la norma sono interminabili ma tranquillizzanti sequenze di giorni vuoti.

C’è posta #32

Car* ***,

non è vero che il tempo ha fatto o farà giustizia, non è questa la sua funzione, ovvero la ragione della sua esistenza e della sua utilità. Il tempo, in verità, è per fare strage: è chiaro, è evidente, è distinto… – Spero solo che adesso tu non voglia identificare le due cose, è un’opzione disperata e ti costerebbe il ruolo penoso del nichilista riluttante.