Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: corpo

Una poesia

Il consiglio è prenderla

da lontano, se c’è questa

necessità

di realtà, di spigoli, di superfici,

di corpi, di flussi, di fenomeni

caotici, contigui

o meno – altrimenti, una o uno

dice: È un articolo, un saggio – non

una poesia.

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Alla dissipazione

Alla dissipazione,

un foglio per poesia,

e non ricordo neanche

chi sono, è successo

all’improvviso, percependo,

nel corpo, una casa d’altri.

Gran rimescolamento

Gran rimescolamento

di corpi, impossibile

isolare le responsabilità

(tranne che, of course,

a dio, se esistesse);

in pratica, si va

all’asta delle stime.

Ricordava la stimolazione

Ricordava la stimolazione

di un prato estivo

su un corpo (vivo o morto).

Frazioni di corpo

Frazioni di corpo, suddenly –

chiacchiere, cioè, buone solo

per studiosi di storia locale

e portinai.

Sezioni anche impeccabili,

chissà come nel vento

impercettibile a pelle –

il di più omesso o sotteso

(secondo un protocollo det-

tagliatissimo) è una causa persa

rivista l’ultima volta un mattino

nei flutti di un giorno festivo.

Preferisco pensare

Preferisco pensare,

anziché alla tendenza storica,

a un corpo minato

da elementi estranei. È un modo

per alludere, almeno,

a una carcerazione integrale.

 

Il corpo

Bisogna spiegare il corpo, disgiungere

i lembi opposti, srotolare

e stirare, allisciando ogni piega –

 

di quello che soffre e recupera

e sembra quasi vincere, come di quello

abbattuto in quattro

e quattr’otto sulla battima.

Un’idea

La web-cam inquadra ventiquattr’ore

su ventiquattro il corpo vegetale (non-

morto) del poeta nel letto.

 

Sul sito che diffonde l’inquadratura fissa

del comatoso, si vede aleggiare

in primo piano

 

un pulviscolo, ogni granello del quale

è una poesia

che si apre a po-up

 

cliccandoci sopra.

È strano

È strano, forse – non dico

“necessario” -, che uno

che abbia un così serrato

corpo a corpo, faccia poi

a pezzi, nonchalant,

ovvero senza

sottolinearlo, la sintassi

e, in generale, il connect?

 

Questo mi domando

Questo mi domando, quanto il mondo

sia orrendo e quanto sublime. E visto

che sono così allacciato a me stesso,

al mio corpo, alla mia persona,

alla mia biografia, rinuncio

all’oggettività – che comunque

il filosofo avvertito ritiene

non a portata

ma – qui sta il busillis –

desiderabile. Sì: desiderabile.

Da puntare, cioè, come

un vivente a riproduzione sessuata.