Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: caso

Il mio amore è pesante e affonda

Il mio amore è pesante e affonda.

 

La mia schiena invece è impreparata

e non c’è caso che sia il contrario.

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Poi, a un tratto, smetto

Poi, a un tratto, smetto

di andare avanti-sempre-avanti e salto.

Ricomincio?

Boh.

In ogni caso mi ripeto,

una specie, diciamo, di vigliaccheria

travestita da audacia.

Omaggio a “Palombella rossa”

Vogliamo dirci qualche buona frase fatta?

Vogliamo dirci, per esempio, che i negri

 

hanno il ritmo nel sangue e il cazzo lungo?

Vogliamo dirci, dunque, anche,

 

che i politici sono tutti uguali

e la politica è una cosa sporca?

 

Ah! E qualcosa a caso su giornali e giornalisti?

E che gli immigrati ci rubano il lavoro?

 

(…E noi, perciò, no?, lì a soffrire per questa

scarsità, ormai, di lavori di merda?)

 

Vogliamo dirci, soprattutto, sempre,

che le parole sono importanti?

In caso di Elezioni Politiche

In caso di Elezioni Politiche, insomma, un 40% e passa di razzisti e fascisti, diagnosticato dai sondaggi e dall’esperienza quotidiana, avrebbe finalmente modo di martellarsi per bene i coglioni.

Il nome

Penso a un tipico personaggio determinato dal Nome… Nel caso, il nome è: Bàsico.

La paura dello straniero risponde a un istinto di autodifesa

La paura dello straniero risponde a un istinto di autodifesa, cioè di sopravvivenza. Il problema cruciale e paradossale, nel tempo della Globalizzazione, è che, di stranieri a tutti gli effetti, non c’è n’è più. Se il vero straniero è quel soggetto di cui non sai niente e da cui puoi aspettarti di tutto, oggi, sorry, il vero straniero è una chimera. Nei fatti, nell’esperienza, il cosiddetto “straniero” è, caso per caso (e volentieri etnia per etnia), solo una combinazione di nozioni elementari e luoghi comuni, di vaneggiamenti culturali e vigliaccherie politiche.

Sempre qualcosa va o non va

Sempre qualcosa va o non va, da un punto

di vista qualsivoglia – ovvero, non

dal punto di vista (ma chiamarlo così, nel caso,

sorry, è azzardato) dell’Intero o del Tutto.

Non di rado, infatti, l’artista, vecchio o giovane,

vuole proprio finire nell’angolo, giusto

per vedere cos’è un’apnea di risposte pronte.

Cerco di ricordare

Cerco di ricordare

quello che invece

sono sempre pronto

a dimenticare –

 

vorrei, insomma, che questa

fosse la mia regola

ma non c’è verso

e mi obbedisco a caso.

Dentro la domenica di Pasqua

Dentro la domenica di Pasqua

ci sta tutto quello che ci deve

stare (sarà un caso? sarà

come sempre?): il sole, il sangue,

il canto degli uccelli, il bouquet di petrolio,

le venature del presente stretto,

la pletora dei soggetti

che ci credono senza paura

e adeguano a questa loro debolezza

lo stile di vita, e poi

la terra grassa, la terra magra,

la polvere posata, la polvere in sospensione,

la fatale lacuna (già, essa pure) –

 

Devo continuare?

E, se si, quanto?

Mettiamo un limite comodo,

se non proprio ampio?

Facciamo la metà

della vita umana media

di oggi, che è circa 85?

…Troppo, eh? (La cartografia

1 : 1, infatti, è un insopportabile

ma testardo imbarazzo

teoretico.)

In silenzio

In silenzio,

nel brusio della mente.

 

Ma per caso, senza

promozione, fingendo

 

che sia solo una recita.