Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: casa

My House, my Home

C’è la casa, quella fisica, fatta

di pietra, mattoni, cartongesso, vetro,

fango, lamiera, stoffa –

e la casa metaforica dell’abitudine:

pesca, poker, surf, golf,

calcetto, volley, basket, ping-

pong.

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Si torna alle case e alle cose

Si torna alle case e alle cose,

si vive e si evita, malgrado

i dubbi ricorrenti, di capire

che, cosìsi finisce per morire – con-

sistere, insomma, sembra

fuori discussione.

Anche quella volta #6

Alle 5.59, l’incubo svegliò Fiordèo Forlì. Si era sognato nella casa di Annina Marechiaro (!?), ignorando però dov’era, veniva a saperlo con orrore piano piano, chinando la testa e scoprendosi in ginocchio, staccando le mani dai fianchi e vedendosele colanti un denso vermiglione che sembrava proprio sangue.

Il fiume

Il fiume è fluito

fin qui, ai miei piedi,

generoso – mi ha lambito

(pardon) le caviglie.

 

Sempre a parlare, quasi

che fosse questo il punto!

 

Pensare, cioè, potrebbe essere

come uscire di casa un giorno

qualunque, lasciando perdere.

 

…Sostando

nel pied-à-terre,

con tutto l’agio,

e no – no burbanze.

 

Penso a quello che non so

Penso a quello che non so

ma mi sembra di non farcela.

Sono, in realtà, su un ballatoio,

davanti a una porta, che suono

il campanello – In casa, i vasi

soffrono l’incuria del soggetto,

desolato per il discredito.

Chi

Chi ti offre una casa arredata e accessoriata

e chi ti precipita per certi ardui orridi;

chi ti mette a punto un protocollo dettagliatissimo ma friendly

e chi ti brucia tutti i ponti alle spalle.

Lo dico nonostante il cielo

Lo dico nonostante il cielo, il Sole

e, in generale, le ragioni

della difesa: bisogna portarsi

tutto da casa,

un presente, un passato,

un futuro, un mondo.

È tempo

È tempo, ormai, che niente sembri

quello che sembra.

Se con gli oggetti ideali e sociali

già ci siamo, poco manca alla meta

anche per gli oggetti fisici: casa, città,

macchina, abito, etc.

Casa Dürer

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Se ne trovano

Se ne trovano, infatti, anche adesso,

senza nemmeno uscire di casa, morendo proprio

liquefatti sul pavimento del tinello

(in bagno o in cucina sarebbe scomodo

e la scomodità turberebbe la posa)

(la zeppa è quella cosa che riempie

un vuoto maledetto o fatale).