Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: casa

Che vuoi

Che vuoi, al massimo

c’è la guerra –

dentro casa, sulla strada,

ai confini.

 

Certo, potrebbero anche

essere cazzi

della specie – che vuoi, saranno

gl’interessi.

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Alla dissipazione

Alla dissipazione,

un foglio per poesia,

e non ricordo neanche

chi sono, è successo

all’improvviso, percependo,

nel corpo, una casa d’altri.

Il gatto che può contare su una casa-albergo

Il gatto che può contare su una casa-albergo (=pappa+nanne) è un privilegiato, se usa, a discrezione, della libertà di fare quel che vuole e dell’assicurazione (?!) di trovare soccorso, se occorre – Quando? Non è dato sapere, se no si morirebbe tutti di vecchiaia.

C’è posta #24

Car*,

ho preso una decisione (tu sai quanto mi costi l’aggettivo che segue) fatale: me ne vado da casa mia, dalla casa, cioè, che per quasi tutta la mia vita è stata “mia” – ora! Pensa! A sessant’anni! Sinceramente, non ci vedi del ridicolo?

My House, my Home

C’è la casa, quella fisica, fatta

di pietra, mattoni, cartongesso, vetro,

fango, lamiera, stoffa –

e la casa metaforica dell’abitudine:

pesca, poker, surf, golf,

calcetto, volley, basket, ping-

pong.

Si torna alle case e alle cose

Si torna alle case e alle cose,

si vive e si evita, malgrado

i dubbi ricorrenti, di capire

che, cosìsi finisce per morire – con-

sistere, insomma, sembra

fuori discussione.

Anche quella volta #6

Alle 5.59, l’incubo svegliò Fiordèo Forlì. Si era sognato nella casa di Annina Marechiaro (!?), ignorando però dov’era, veniva a saperlo con orrore piano piano, chinando la testa e scoprendosi in ginocchio, staccando le mani dai fianchi e vedendosele colanti un denso vermiglione che sembrava proprio sangue.

Il fiume

Il fiume è fluito

fin qui, ai miei piedi,

generoso – mi ha lambito

(pardon) le caviglie.

 

Sempre a parlare, quasi

che fosse questo il punto!

 

Pensare, cioè, potrebbe essere

come uscire di casa un giorno

qualunque, lasciando perdere.

 

…Sostando

nel pied-à-terre,

con tutto l’agio,

e no – no burbanze.

 

Penso a quello che non so

Penso a quello che non so

ma mi sembra di non farcela.

Sono, in realtà, su un ballatoio,

davanti a una porta, che suono

il campanello – In casa, i vasi

soffrono l’incuria del soggetto,

desolato per il discredito.

Chi

Chi ti offre una casa arredata e accessoriata

e chi ti precipita per certi ardui orridi;

chi ti mette a punto un protocollo dettagliatissimo ma friendly

e chi ti brucia tutti i ponti alle spalle.