Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: buio

Apologo

Il buio

ha stupefatto il pubblico.

Dopo mezz’ora, infatti, quando

luci sapienti hanno pennellato

sulla scena un bosco fitto,

attraversato in profondità

(anche 100-150

metri apparenti) dagli spot guizzanti

di un gioco di carnefici e vittime –

be’, proprio allora, il pubblico

ha cominciato a annoiarsi

platealmentc, c’è stato, anzi,

perfino chi si è alzato

e se ne è andato.

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Maiale. Atto unico in 20 secondi

(Atteso e poi accompagnato, nel buio, da uno spot blu, sbuca dalla quinta destra un attore nudo, che, correndo quasi sul posto e alzando molto i ginocchi, e attraversando tutto il palcoscenico e uscendo dalla quinta sinistra, declama la sua battuta.)

 

Sono un maiale…

non c’è niente…

Da buttare. (Esce.)

Qui in Italia

Qui in Italia, in estate

si va al mare.

Parliamo invece di buio,

di quando, cioè, vedere

non serve – serve di più

mettere le mani avanti –

Parliamo pure di educazione,

di unghie dei piedi,

di mutande, di acqua

e di ricariche.

 

Dal buio

Dal buio, dalla bassa

risoluzione, impreparati, forse,

all’effetto – carrellata all’altezza

delle caviglie, concentrata

sulle foglie d’erba, e dunque sfocata

all’infinito, che forse è un fiume,

forse un mare, forse

poca acqua (una pozzanghera).

O forse similpelle.

Che dire, che fare

È buio,

lo sguardo tenta di bucarlo,

di incappare in qualcosa di scabro –

pensa ai riflessi di un Giacometti,

allestito in penombra come un Rothko:

non si capisce, finalmente.

È stato il buio

È stato il buio –

è stato lui, mi ricordo,

stringevo un cono

gelato, tre palle, in ordine

alfabetico: cacao,

fragola e limone.

Il fiume

Il fiume è fluito

fin qui, ai miei piedi,

generoso – mi ha lambito

(pardon) le caviglie.

 

Sempre a parlare, quasi

che fosse questo il punto!

 

Pensare, cioè, potrebbe essere

come uscire di casa un giorno

qualunque, lasciando perdere.

 

…Sostando

nel pied-à-terre,

con tutto l’agio,

e no – no burbanze.

 

Dal buio dell’essere

La democrazia, formalmente, consiste nella regola che “uno vale uno” (…già sentito?).

Sostanzialmente, però, il suo principio è la libertà di pensiero, che, si capisce, include l’interpretazione (…il pensiero è forse altro?) che la qualsivoglia maggioranza vincitrice di elezioni politiche (per esempio) sia una sommatoria (dato l'”uno vale uno”) d’imbecilli.

E anche costui parlerebbe, come ogni altro suo interpretante pari, dal buio dell’essere.

Il buio è senso

Il buio è senso

per l’occhio inconsolabile

preso nel mezzo.

C’è posta #16

Car* ***,

ti scrivo nell’attesa di una nevicata eccezionale, ho già pronto il secchiello col ghiaccio e il Franciacorta, una cantina che non nomino per non fare pubblicità, un domani che questa mia fosse pubblicata, a un’impresa frattanto fallita. Guardo nel buio attraverso la finestra e non mi faccio impressionare dai primi fiocchi.