Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: buio

Dal buio

Dal buio, dalla bassa

risoluzione, impreparati, forse,

all’effetto – carrellata all’altezza

delle caviglie, concentrata

sulle foglie d’erba, e dunque sfocata

all’infinito, che forse è un fiume,

forse un mare, forse

poca acqua (una pozzanghera).

O forse similpelle.

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Che dire, che fare

È buio,

lo sguardo tenta di bucarlo,

di incappare in qualcosa di scabro –

pensa ai riflessi di un Giacometti,

allestito in penombra come un Rothko:

non si capisce, finalmente.

È stato il buio

È stato il buio –

è stato lui, mi ricordo,

stringevo un cono

gelato, tre palle, in ordine

alfabetico: cacao,

fragola e limone.

Il fiume

Il fiume è fluito

fin qui, ai miei piedi,

generoso – mi ha lambito

(pardon) le caviglie.

 

Sempre a parlare, quasi

che fosse questo il punto!

 

Pensare, cioè, potrebbe essere

come uscire di casa un giorno

qualunque, lasciando perdere.

 

…Sostando

nel pied-à-terre,

con tutto l’agio,

e no – no burbanze.

 

Dal buio dell’essere

La democrazia, formalmente, consiste nella regola che “uno vale uno” (…già sentito?).

Sostanzialmente, però, il suo principio è la libertà di pensiero, che, si capisce, include l’interpretazione (…il pensiero è forse altro?) che la qualsivoglia maggioranza vincitrice di elezioni politiche (per esempio) sia una sommatoria (dato l'”uno vale uno”) d’imbecilli.

E anche costui parlerebbe, come ogni altro suo interpretante pari, dal buio dell’essere.

Il buio è senso

Il buio è senso

per l’occhio inconsolabile

preso nel mezzo.

C’è posta #16

Car* ***,

ti scrivo nell’attesa di una nevicata eccezionale, ho già pronto il secchiello col ghiaccio e il Franciacorta, una cantina che non nomino per non fare pubblicità, un domani che questa mia fosse pubblicata, a un’impresa frattanto fallita. Guardo nel buio attraverso la finestra e non mi faccio impressionare dai primi fiocchi.

L’immagine

Divina Commedia: Inferno, V°, secondo cerchio: lussuriosi, featuring Paolo&Francesca: l’immagine del vortice che trascina eternamente le anime è così potente che mi sembra di riconoscerla in tantissime fattispecie simboliche – senonché, precisa Dante, è buio: Io venni in loco d’ogne luce muto (v. 28).

Evitare le pause

Evitare le pause, anche minime, penso

a un muro liscio di unità di senso, perfino

la micro-soluzione superficiale sarebbe

un dispiacere per il congiunto.

 

Buio in cui indagare a tentoni

la dimensione strutturale, misurando

coi polpastrelli ogni tipo

di grandezza, fisica e simbolica.

Se

Se Rothko è la penombra, Burri è il buio?