Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: aria

Altro, in qualunque modo

Altro, in qualunque modo,

per acqua o per aria, avendo

cura soprattutto di soddisfare

al principio d’indeterminazione – se occorre,

calpestando bukhara sepolti

da strati di cadaveri

o passando sopra questioni

della massima importanza, così,

con quella nonchalance

che fa gridare al miracolo.

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Mi tocca

Mi tocca, però, di sentirmi come

a una fermata (di filobus, autobus,

metropolitana, treno). Oppure,

ma è meno spendibile in termini

di pubbliche relazioni, come un ragno

al centro della tela.

 

Sto lì, col mio metaforico

naso guardingo, languoroso di leggere

il leggibile in ogni velatura

che ispessisce l’aria. Aspetto, insomma,

un messaggio, fosse pure un frammento

di poco o punto senso.

Quello che al momento

Quello che al momento

sembrerebbe bastarmi

è il contesto: il rumore

della risacca, l’aria e il sole

sulla pelle, i pasti

sotto il portico, le partite

alla radio, le chiacchiere, le voci, i versi,

etc. – nessuna fonte

secondaria, insomma.

Il clavicembalo

Il clavicembalo

sembra sottolineare

l’opacità dell’aria – malgrado

la sua natura stanziale, esso

(esso?!) esso

vanisce, quasi

per contrapposta

e controproducente

vocazione al possibile.

Devo respingere le avance

Devo respingere le avance, rifiutarmi

ai compromessi, ignorare le allusioni,

fare finta di non esser lì, proprio

al momento giusto, quando quello

che succede è quello che conta.

Se poi venite da queste parti,

ci venite per l’aria che tira e l’assenza

encomiabile di ostacoli al flusso.

La ricaduta

Un’area meteo-

rologicamente instabile,

ovvero masse

d’aria calda e fredda

che ingaggiano zuffe

poderose lassù, con la ricaduta,

quaggiù, di una bava tesa

che sprimaccia siepi

e incurva alberi.