Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: amore

Mini romanzo. Nel punto #143

Non mi rimane più niente, sono confinato nel punto, ovvero mondato quasi del tutto dai versamenti tipici: casa, famiglia, lavoro, amori, amici, interessi.

Per amor di Geometria [prova]#3

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Per amor di Geometria[prova]#2

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Non so che cosa fare

Non so che cosa fare, il pensiero non mi attrae.

Salvo la sequenza delle mosse, uno stile da marionetta,

che comunque, alla fine, un segno lo lascia

(il graffio sull’asse, il sipario squarciato, la cicatrice

sullo zigomo dell’attore giovane). Rinunciare a sapere,

 

finalmente, per amore di conoscenza e facendo i salti

di gioia? – Il punto è fermo e chiude i giochi, foto-

genicamente bilicante, nessuna risposta assicurata,

manco la negativa, giustizia e ingiustizia predicate

dalla pochezza del quadro generale.

Conversazioni. Postilla

È tanto strano che amore e potere siano contigui?

Conversazioni #2

La carineria entra anche nella conversazione fra amanti ma, a differenza che fra amici, non è amore ma potere.

Mini romanzo. Per esempio #140

Perché, per esempio, non una bella storia appassionante sugli esercizi di sintesi di un poeta – ovvero, centinaia di pagine sul travaglio necessario a selezionare la parola: Amore?

 

Tre di tre

Io sono chi sono

ma un giorno passerò, anche

davanti a te, inosservato.

 

(Si tratterà di una svista fatale,

è chiaro: il circo smontato,

imballato, traslocato.)

 

Non ho certezze sul risultato

di una somma aritmetica

di amori individuali.

Se la poesia è uno struscio

Se la poesia è uno struscio,

e c’è struscio e struscio (il dolce,

il violento, l’incerto, il bizzarro,

l’elegante, l’impotente,

il focoso, il viscido,

il liquido, etc.) –

 

La cosa, in effetti, va così,

che si scrive perché c’è un problema.

Si rompe la macchina e ripararla costa

uno stipendio?

Ecco che si scrive.

Si perde il Referendum?

Ecco che si scrive.

L’amore finisce?

Ecco che si scrive.

Si muore?

Ecco che si scrive.

 

La differenza fra poesia

e lagnanza, poi,

sta in quella specie di contrattempo

(come altrimenti chiamarlo?), per cui

l’accento errante va a piazzarsi

non sul merito ma sul mezzo.

È molto più semplice di quello che credevo, forse

È molto più semplice di quello che credevo, forse,

scegliere e monitorare la direzione, basta lasciare

che la cronaca e la storia intercettino a piacere

l’attenzione puntata altrove. È sufficiente, insomma, una certa

sensibilità per il problem, per l’ostacolo, per il guasto, addirittura

per la disfatta (we know). Poi, se l’attenzione al primo amore

resisterà anche sotto un delirio di bombe, al limite perfino

del ridicolo, si cercherà, senza farne un dramma, un adeguato

motivo di riconoscimento.

 

Per chi scrive: non si tratta di far entrare

nella produzione le breaking news, ma di registrare

come le breaking news mettano alla prova (stress

test) la produzione – di qualsivoglia fedeltà affatturata.