Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: amore

Caro amore

Caro amore,

vorrei essere uno dei lemuri che in questo momento allietano il tuo Martini sulla terrazza dell’hotel. Vorrei, insomma, che nell’acqua celeste tu cogliessi un mio riflesso. Questo mi basta, intanto (e dato che non posso fare di meglio), per palliarti.

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Questa è una poesia

Questa è una poesia

bellissima, con dentro

tutto, dall’amore

alla pippa e dalla vita

alla morte. Questa

è proprio una poesia

grassa di sugna.

Aggiornamento

Già, come si fa ormai a intitolare una poesia:

Amore?

La tentazione di farne un tema, però, sembra

insopprimibile. Parlare d’amore, convenzionalmente,

vuol dire parlare della cosa più importante.

Be’, a me sembra che l’amore serva solo a ritrovare

l’entusiasmo, tipo farmaco immateriale ri-

costituente, lo stesso, poi, delle nonne a primavera.

Cos’è, io dico, questo fremito

di potenza, questo respiro profondo?

Dipendenza

La coscienza di Zeno è il primo romanzo sulla tenzone dell’individuo contro una dipendenza “chimica” (non credo che Svevo usi questo aggettivo ma, insomma, qui non si tratta di disintossicarsi da un amore – “Dalla parte di Swann” – o da un’idea – “Delitto e castigo”).

Paurapurapaura

(Prime due strofe di un pezzo che ho immaginato lungo ma, per ora, è tutto qui.)

 

Al borsello è preferibile il marsupio

e, al marsupio, lo zainetto. Quante

certezze altrettanto solide e, in misura

sensata, utili?

 

La falda è sprofondata ma non

in un colpo solo, c’è stato dell’amore,

con rarefazione memoriale e ferite

rientrate.

Bocconi #4

Sempre più raramente mi viene l’uzzolo di una bella poesia seria, con le sue nuvole, i suoi gabbiani, i suoi amori, i suoi bambini, le sue rime, le sue licenze, i suoi a-capo, misurando o cercando di misurare le sillabe, scegliendo il genere e, soprattutto, volendo dire, oltre che cantare.

Me

Vuoi che ti dica perché non parlo

più di Me? Oh, nessun problema,

ti rispondo, volentieri ti rispondo,

ma è presto detto: perché,

in Me, non trovo che lagne, lagne

francamente insopportabili: noia,

fatica, dolore, entusiasmi puerili,

passioni sdate, amori di ciccia, etc.

Lí, al pc

Lì, al pc,

come con un amore

dimenticato.

Questa è una poesia sulla difficoltà attuale di produrre poesia d’amore senza produrre poesia di merda. Attenzione, cioè, alla linea di produzione.

[Testo?]

Nessun riferimento

Nessun riferimento

al presente di chi scrive

nel momento in cui scrive.

Niente, dunque, stagioni

e meteorologia in genere,

niente cronaca nazionale

o internazionale,  niente prime

edizioni e debutti, niente

amori nuovi – niente, insomma,

di fresco. Basta appoggiare

la mano – Senti? È pietra.