Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Tag: amore

Il mio amore è pesante e affonda

Il mio amore è pesante e affonda.

 

La mia schiena invece è impreparata

e non c’è caso che sia il contrario.

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Same as it ever was

Basta incredulità

ma anche cre-

dulità. Crolla

l’epica, niente

più storie

(di paura, fra l’altro)

(e d’amore).

Insomma, è difficile

combinare

Eternità e Secolo.

Sempre in debito di varianti

Sempre in debito di varianti,

sempre quelle le occasioni – strano

che l’amore non ci lasci finalmente

senza fiato e caramelle.

Italia, 25 aprile

Finché in Italia si festeggia il 25 aprile, il cittadino

ha diritto di speranza (virtù teologale, fra l’altro,

you know).

*

Ma la festa del 25 aprile bendispone anche

alle generiche speranze dell’essere umano: quelle,

per esempio, del futuro, della salute, dell’amore,

del lavoro, della ricchezza, della saggezza, della vittoria,

del successo – e, infine, alla speranza più grande:

d’essere esattamente (combaciando con la massima

precisione, cioè) ciò che si è.

*

Ora, il problema è sempre quello della coscienza

che il soggetto (essere umano o cittadino che sia)

ha di sè. Per dire: e se uno si sente d’essere un delin-

quente, bene o male fatto appunto per delinquere?

E insomma, se uno è Hitler che si sente un dio-

carnefice? Chi mai potrà dirgli che forse si sbaglia?

*

Questa poesia non ha una vera fine, perché

la risposta alla domanda, che pure c’è,

non sta qui.

Dice

A un amico ex professore di filosofia

 

Dice

che la filosofia indaga

le cose organizzate

e che non è per tutti – e Socrate

che a tutti rompe i coglioni

e a cui tutti rompono i coglioni?

E poi: Leopardi è solo un poeta?

Ma se sì, cos’è lo Zibaldone?

E Eschilo? È solo un tragediografo?

 

(Come posso, amore mio, seguitare

a dirti “mio”?)

Cavalcatella

Questa musica mi fa tornare in mente,

per fortuna, la pentola

in cui cuociono al vapore le cime di rapa –

 

cavalcatella

 

selvaggia, selvaggia di quando

il selvaggio cavalcava come

una banderuola e quello

era anche amore, vero

amore, nel riconoscimento

di una platea in espansione di cittadini

arrapati e scontenti – e perché

si potesse pensare così, per quali

armoniche vie traverse.

Caro amore

Caro amore,

vorrei essere uno dei lemuri che in questo momento allietano il tuo Martini sulla terrazza dell’hotel. Vorrei, insomma, che nell’acqua celeste tu cogliessi un mio riflesso. Questo mi basta, intanto (e dato che non posso fare di meglio), per palliarti.

Questa è una poesia

Questa è una poesia

bellissima, con dentro

tutto, dall’amore

alla pippa e dalla vita

alla morte. Questa

è proprio una poesia

grassa di sugna.

Aggiornamento

Già, come si fa ormai a intitolare una poesia:

Amore?

La tentazione di farne un tema, però, sembra

insopprimibile. Parlare d’amore, convenzionalmente,

vuol dire parlare della cosa più importante.

Be’, a me sembra che l’amore serva solo a ritrovare

l’entusiasmo, tipo farmaco immateriale ri-

costituente, lo stesso, poi, delle nonne a primavera.

Cos’è, io dico, questo fremito

di potenza, questo respiro profondo?

Dipendenza

La coscienza di Zeno è il primo romanzo sulla tenzone dell’individuo contro una dipendenza “chimica” (non credo che Svevo usi questo aggettivo ma, insomma, qui non si tratta di disintossicarsi da un amore – “Dalla parte di Swann” – o da un’idea – “Delitto e castigo”).