Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Categoria: storie

Anche quella volta #5

A Luca

 

Fiordèo Forlì, che non aveva mai letto Freud, quella sera, ripensando alla Marechiaro visitata nel pomeriggio, ritornò, senza volere, a uno strano ma caro ricordo d’infanzia. Era, decenne, con la mamma, sulla battima di una spiaggia ventosa, sotto un cielo stipato di una nuvolaglia grigio-nera. Il mare ondulava aggressivo, quando, ecco, qualcosa impattò la sabbia ai loro piedi: un pesce con le ali.

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Doppio incipit

L’ingresso era un cimitero – ripeto, l’ingresso era un cimitero.

 

Una donna elegante di circa cinquant’anni passa in parte a un barbone accucciato con un libro aperto fra le mani ma addormentato, la nuca rovesciata contro la serranda. La coda dell’occhio della donna resta un po’ indietro rispetto alla sua falcata, cola sul lastricato del portico, risale i pantaloni luridi, fino alla faccia offerta alla volta. Avrà novant’anni, pensa – fa esitando ancora qualche metro, espellendo il vecchio dal suo campo visivo, si ferma, si gira. Butta un’occhiata all’intorno deserto, si avvicina. E, per l’emozione, deve sederglisi accanto, sul gradino della vetrina.

Volàno, ritratto di un gatto

Volàno prende il nome dal luogo di provenienza, che è il Lido di Volàno, nell’area del delta del Po. Da lì, per due volte, Marta e io siamo salpati con la barca di un vongolaro. Lì, c’era questa colonia felina e Volàno sopravanzava tutti (una decina di gatti di varia ma minima età) per farsi adottare.

E noi l’abbiamo adottato.

Volàno è molto loquace e non si stanca mai, credo, di dire “ciao”. Il timbro del suo miagolio è unico: all’inizio pensavo che fosse raffreddato, poi che assomigliasse al gracidio della rana, oggi, invece, mi sembra evidente che è il verso di un neonato umano.

Anche quella volta #4

Fiordèo Forlì udì, nell’ansia montante, il proprio respiro produrre un sibilo – e, quando stava ormai porgendo alla Marechiaro, come a un suicida l’arma, la bic (…ci badava, lui, ai dettagli), perché finalmente firmasse, il panico lo possedette.

Anche quella volta #3

Coprendosi la bocca e divergendo la faccia, indicò la lucertola mummificata. La Marechiaro ebbe un lampo negli occhi, prese l’ex-rettile fra pollice e indice, farfugliò uno “Scusami” e andò in cucina. Tornò qualche secondo dopo, si risedette e disse:

“Dicevamo?”

Anche quella volta #2

Fiordèo Forlì represse un conato di vomito, rivoltando per sbaglio l’orlo della tovaglia e scoprendo il cadavere sventrato e mummificato, ormai, di una lucertola (ridotta lì da un gatto, evidentemente).

Appunti per un soggetto

Un uomo, un giorno, prende una decisione.

Lui è uno che non ha mai deciso niente e, quel giorno, sente la solennità della cosa e ne fa il termine post quem della sua vita. Questo significa che parole, opere e omissioni saranno, da allora, solo in vista della suddetta.

Che è la seguente: morire entro l’anno.

È Natale, al principio della storia.

Strana storia

Strana storia quella di Stefan Zweig (1881-1942), di ricca famiglia ebrea viennese, scrittore, per tutta la vita viaggiatore, pacifista ma suicida, a sessantun’anni, in Brasile, insieme con la sua seconda moglie più giovane.

Workshop

Sotto un cielo azzurro e senza nuvole, il mare è basso e torbido e ha un colore verde spento, a causa del fondo fangoso. Si salta dalla barca e il pelo dell’acqua arriva a mezza coscia. I piedi nudi impattano una morchia di 2-3 centimetri di spessore – spalmata su uno strato inferiore più sodo – infarcita di conchiglie.

Quattro birre fredde

Parcheggia di fronte a uno dei due bar della via gestiti da cinesi, a meno di cinquanta metri dalla rosticceria pure cinese (ma girato l’angolo), dove sta andando per comprarsi quattro birre fredde. Sul plateatico, una decina di clienti, tutti maschi: dei muratori rumeni a un tavolo, a un altro due pensionati e, in piedi, il solito terzetto di resilienti spacciatori-consumatori.

Sfila davanti al barbiere contiguo, a quell’ora chiuso, percorre un breve porticato d’angolo, delimitato, alla fine, dalla vetrina della rosticceria, e entra.

La signora lo riconosce, segnalandogli la cosa con l’occhiata abituale. Quattro – e lei va al frigo e poi appoggia le bottiglie sul banco (lasciando, cioè, che sia lui a infilarle nella sporta di stoffa, senza così bisticciarsi come quando invece voleva aiutarlo) e lui mette in un piatto 5 euro. La signora gli dà il resto e ci aggiunge una confezione di “nuvole”.