Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Categoria: storie

Puntuali

Puntuali, tutti i sabati, sull’autobus, una vecchia e un vecchio, con occasionali interlocutori vecchi dentro se non fuori, blaterano – ringhiosa lei, sarcastico lui -, a voce alta perché sordi credo, del problema pubblico n. 1 in Italia: negri e rom.

Annunci

Il Giudizio #2

L’arrivo dei due nell’Aula non è notato perché c’è un gran casino. Dio, Gesù, lo Spirito Santo, Maria, Giuseppe, Arcangeli, Cherubini e Santi chiacchierano divisi in gruppi che si rimescolano continuamente. Pietro indica a S. il suo banco, si mette sull’attenti e, urbanamente, fa:

“M-m…”

Dio interrompe la discussione con Gesù e ingiunge al consesso di fare silenzio, si gira verso Pietro e poi posa l’occhio su S.

S. incrocia le braccia sul petto e tiene, nel modo che gli è proprio, la fronte bassa, guardando da sotto in sù.

Dio ordina:

“Mettiti pure sull’attenti.”

S., pronto, esegue. Dopo averlo osservato un po’, Dio chiede:

“Cosa vuol dire la scritta sulla felpa?”

Il Giudizio

S. suona.

Pietro apre e, vedendolo, esclama:

“Matteo Salvini, quel honneur. Avanti.”

S. indugia, come paralizzato. Pietro allora esce anche lui, lo aggira, gli dà una pedata che lo proietta a tre metri di distanza, ben oltre la soglia, rientra e richiude.

“Adesso”, dice Pietro, serio, accostandosi al poveretto che si massaggia le chiappe offese, “faremo due chiacchiere…” Poi, però, gli sorride incoraggiante, gli dà un vigoroso buffetto a mano aperta sul faccione (lasciandogli l’impronta di almeno tre dita sulla guancia destra) e si avvia. “Seguimi”, ordina.

Per un destino che non capisce e che aggiunge alla sofferenza l’inquietudine, S. indossa una strana felpa (lui così attento all’articolo) con su scritto: Uno di Loro.

Il nonno di Eugenio

Il nonno di Eugenio, l’ultimo Barone, fu ospitato presso i suoi mezzadri, in un’ala vuota della casa colonica, quando era già in carrozzella. Più per bontà che per sudditanza intrinseca, i suoi ospiti gli fecero trovare in tavola ogni sera a cena, durante i sei mesi che sopravvisse, una bottiglia di un locale vino frizzante che egli delibava, altezzoso, come fosse Champagne.

L’opera

L’opera andava allestita a terra. L’autore stabilì addirittura una penale di 20 miliardi di euro, qualora il suo proprietario l’avesse appesa in pubblico.

Un titolo

L’utente della biblioteca è più o meno tentato di ragguagliare il bibliotecario sui suoi interessi culturali – e, ci vuole niente, esistenziali.

Roberto Saviano

Seduto al tavolino all’aperto di un bar, mi arrivano le chiacchiere di persone che sono alle mie spalle, all’interno del locale. “E Saviano?”, sento, seguono faceti quanto idioti auspici di morte all’indirizzo dello scortato, cui si accodano, pure facetamente e idiotamente, quelli di due altri compari. Mi giro per guardare, almeno – perché, se l’orrore si manifesta, è uno spreco ignorarlo.

Torello

Torello, adesso, ci sta comodo nei panni dell’autorità. È stata un’ascesa avventurosa ma io, giuro, capii subito che lui e Naso, al tempo della Chioccia, erano i migliori. Torello, dicevo, adesso si trova bene nei panni dell’autorità – quello che ancora gli manca è solo sedere composto.

Fiducia

“Su questo punto, l’impegno del Governo sarà massimo!” Applausi.

Il primo ministro si piegò verso il primo dei suoi due vice-primi-ministri, che incidentalmente aveva lasciato il microfono acceso, e sottovoce gli chiese, facendosi comunque sentire dall’intero Parlamento:

“Posso dire anche che…?”

Il glissando era così significativo che il primo dei due vice-primi-ministri del primo ministro sussurrò, coprendosi la bocca ma facendosi sentire anche lui da tutti:

“No.”