L’offerta

La mattina di Natale, verso le undici, un anziano, distinto signore, il signor Giovanni, si unisce al magro pubblico che assiste all’esibizione di una coppia di artisti di strada: un apparente Lui, in frac, che suona la chitarra, e un’apparente Lei, nei panni dell’Alice di Carroll, che danza e prestidigita.

Giovanni vede un numero in cui Alice si siede di schianto su un’estremità di una bassa panca di plastica, facendola ribaltare e colpendola con l’occipite, per rispedirla, così, al punto di partenza, in piedi. Ma Giovanni non fa tempo a sorridere della musica e del numero, che la musica smette, Alice fa l’inchino, qualcuno applaude e il frac viene col cappello in mano (ma, Giovanni, lo salta).

Defluiti gli altri spettatori, Giovanni chiede alla coppia di esibirsi per lui, prova a spiegarsi, sta per precisare che pagherà, e anche quanto, ma Alice lo previene: Con piacere. Giovanni sorride largo e fa: Ah!…

Alice allunga la mano: Antony. E poi presenta il frac, Sharon.

Due numeri: un balletto con prestidigitazioni floreali e, di nuovo, quello della panca.

Giovanni applaude, si avvicina al cappello messo in terra e ci lascia dentro due biglietti da cento euro. Antony (alias Alice) butta l’occhio sulle banconote, le raccoglie, le intasca, ringrazia. Giovanni apre la bocca ma prima che emetta suono, Antony fa ciao con la mano e gli dice: Va’, va’ pure a svuotarti.

Annunci