Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Categoria: Poesia

Folla

È forse il buio che ha vivi-

ficato la folla di spettri

che oggi gremisce il Corso?

 

A guardarli uno

per uno, non sembra vera

tanta immaginazione.

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Queste sono parole

Queste sono parole, qualcosa

che può essere inciso nella pietra

o tradotto in linguaggio informatico.

 

“Preoccuparsi dello spazio è inutile”

è un enunciato politicamente inutile,

in frangenti agitati, perché, ef-

fettivamente, lo spazio

sembra proprio rimpicciolirsi,

a causa degli inviti alla festa

mal smistati, forse.

In maschera

Scongiuro il lettore o due di equivocare pure. Qui non c’è niente da perdere, neanche le catene. L’ultima funzione verbale, in ogni caso, è la pizza a domicilio.

Quasi tutto

Quasi tutto, qui, ormai,

è soluzione di circostanza.

 

Progetto, piano, programma, qui,

sono simulacri dismessi,

 

fuori-corso, che

né scartano né dirimono.

Accerchiamento

Era chiaro dopo un po’

che la monumentale parata di truppe

disegnate con i passi nell’erba

e la gamma feroce di frequenze acustiche

(dispiegamento d’idiomi e timbri),

era chiaro, dicevo, che erano

solo un autoritratto, metaforicamente,

pura agrimensura –

ma subito appresso, si capisce, anche

produzione di oggettistica sociale.

Attenzione!

Vogliamo davvero proibire

a qualcuno di fare

il pagliaccio? Ogni ansa

profonda, Conrad

docet, è il covo

di una gestazione apocalittica.

Vorrei che non venissi a saperlo

Vorrei che non venissi saperlo

e, se invece succedesse,

che m’informassi.

Prosa-prosa

Non andare a capo prima del punto ma non di qualunque punto, alla fine del paragrafo, diciamo, avendo ritenuto che lo stesso debba, per qualche ragione e in qualche modo, finire, e così procedendo per intervalli puntati, troncati, glissati.

È emerso

È emerso, da un buio gonfio

di soluzioni, un crinale molto sottile

che sembra poter resistere

a un piede per volta.

 

Se la vista è leggermente meno

offuscata dall’offerta sincronica,

le aree corticali strategiche

cinguettano spazio.

Esortazione orfica

Avanti un altro!

E finiamola

con gli intermezzi

ricreativi o rigeneranti, altro

che ricreazione e rigenerazione, è ora

di dire basta

a tutto ciò che è intervallo!

 

Finiamola coi limiti cazzo! – Ma

ci vuole del coraggio, sis-

signori! Il coraggio, per l’esattezza,

di chiudere una lunga

storia d’amore,

e tornare, molto

di corsa, col culo

all’aria, là, sul monte,

alla presenza delle Figure.