Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Categoria: Poesia

L’uomo politico

Piacerebbe una consapevolezza sulla natura interessata del politico, ma piacerebbe anche la consapevolezza che, in un sistema democratico, il politico è delegato dal popolo a fare le leggi.

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Schematizziamo

Schematizziamo: se il compito

fosse vivere avendo sempre a mente

che sarà un fallimento, il paradosso

logorerebbe, no?

Non ci riesco

Non ci riesco, malgrado

questo mondo merdoso,

a far male alla frase…

M.

Mi devo un pezzo sulla m. – un tema

che voglio smettere

di toccare in limine –

uno scandalo, sì, ma gnoseologico

(perciò, nel titolo,

è puntata e senza articolo).

Tempo di faticare il respiro

Tempo di faticare il respiro

anche facendo quattro passi in piano? –

Le domande sono come funghi, spuntano

dopo trascorsi umidi, ovvero pomeriggi

di reclusione dietro la finestra aperta

sul corso vuoto. È notte fonda, il che

spiegherebbe tutto, il fantasma

ha infatti quell’aura

verdognola da extraterrestre.

Per l’esattezza

La mia intenzione, per l’esattezza,

è stressare il linguaggio che uso.

Non sono però un tecnico di laboratorio

che, rispettando il protocollo, registra

risultati, no, io guardo

l’effetto che fa – e poi, boh, rido.

Uno sguardo che non vedo

Uno sguardo che non vedo,

che presumo ma forse

è puntato su qualcosa

di diverso da quello che mi credo.

Per gradi

Andiamo per gradi, prima

viene l’orizzonte (uno piatto?),

stringendo dolcemente,

i pascoli finiscono in bocca

e si trascorre con piacere

dal liscio, al chiodo, alla doga,

all’ardesia. Nessuno più

saprebbe dire dove si trova, l’hic

et nunc parrebbero l’ultima

delle cose, visti gli occhi

sbarrati dal muro di lacrime.

Ta-ta-tà

Dico la verità: la vita

mi ha saccheggiato – credo,

perché sono un tesoro.

Sempre le stesse storie

Sempre le stesse storie, note

già ai contemporanei di Omero

(…improvvisamente,

per esempio, so che uno dei miei

riferimenti poetici inconsci

è Alessandro Bergonzoni –

io, si capisce, sono meno estremista) –

 

Storie, insomma, eternamente remote,

che nascono, manco

già grandi, già vecchie.