Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Categoria: Poesia

Piazza Ameba

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Che vuoi

Che vuoi, al massimo

c’è la guerra –

dentro casa, sulla strada,

ai confini.

 

Certo, potrebbero anche

essere cazzi

della specie – che vuoi, saranno

gl’interessi.

Alla dissipazione

Alla dissipazione,

un foglio per poesia,

e non ricordo neanche

chi sono, è successo

all’improvviso, percependo,

nel corpo, una casa d’altri.

“Sintesi” non vuol dire

“Sintesi” non vuol dire

“chiudere presto”

ma “chiudere bene” –

 

ovvero “al momento giusto”, cioè

quando occorre o serve”, “non

prima o dopo”.

Tempi grami

È temerario, come sempre, affermare che sono tempi grami per la poesia – mentre, come sempre, sembra perfino lecito e auspicabile farlo a proposito di grano, acciaio, petrolio e bitcoin.

Oggi ho letto al volo qualche verso di Fortini

Oggi ho letto al volo qualche verso di Fortini, da Questo muro, richiesto in prestito interbibliotecario. E m’è sembrato cantasse anche lui.

Lettera al Lettore

Caro Lettore,

lo so, tu vuoi capire. Lo so perché anch’io, a momenti, sono un Lettore e vedo che, allora, cerco di capire.

Ecco, voglio dirti solo questo, girandoci poi un po’ intorno: capire è presuntuoso.

Primo esempio: se leggo che il monte Bianco è alto 4810 metri, io credo senz’altro di capire.

Secondo esempio: se leggo:

Nel mezzo del cammin di nostra vita

Mi ritrovai per una selva oscura,

credo ancora di capire, però con qualche titubanza.

Terzo e ultimo esempio: se leggo:

A rose is a rose is a rose is a rose,

la mia sicurezza di capire è solida ma quello che mi manca e mi disarma è l’insistenza tautologica: perché?! Non capisco! – Non capisco e ci godo.

 

Domanda:

Tu, mon semblable, non frère,

sei forse fatto di biografia?

Ovvero di caso e occasione?

Quello che sei, cioè, sarebbe,

forse, una tua stretta attualità?

Sembrava

Sembrava

più una spalla che un fianco,

dato il decremento di ripidità.

 

Ci pensava il bordo, però, tutt’intorno,

a richiamare

la peripezia.