Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Categoria: Play

Botta e risposta

Caqxone: Gigino! Vuoi il Taglio prima delle elezioni? Bene, facciamolo! Ma dopo, appunto, si va al voto…

Gigino: …Occa… Eh no, Caqx, credi davvero che… passando sopra la mozione di sfiducia… noi facciamo la legge per andare a votare con quella vecchia, rimandando di una legislatura il taglio effettivo?!… Caqx, davvero pensi che muoia dalla voglia di farmi prendere per il culo un’ultima, indimenticabile volta?

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XY

(Sipario: in mezzo alla ribalta, un tavolino quadrato illuminato da uno spot zenitale e, leggermente arretrati e un po’ in penombra, due personaggi: a sinistra, seduto su una sedia, X, magro sessantenne, e, a destra, adagiata su una chaise longue, Y, cinquantenne piccola e in carne; su ciascuno incombe un grande monitor che offre al pubblico il primo piano delle loro facce. X e Y stanno in silenzio per dieci minuti, cioè un tempo teatralmente lunghissimo, muovendo ogni tanto un gomito, un ginocchio, una mano, piegando la testa, inspirando profondamente, tossendo, contraendo le mascelle, etc. Quando cominciano a dialogare, per un po’ non si guardano.)

X: Non so che dire – no, mica vero, è il coraggio che mi manca… (abbassando la voce) Miracolo, ho trovato…

Y: (pausa, fa una smorfia) Perché non scopiamo più?

X: (respiro profondo, si gira verso Y) Sai che sarei tentato di risponderti a modino?

Y: (senza ricambiare lo sguardo) Sentiamo.

X: (con un tono estenuato) Amore, c’è la chiavata e c’è l’eros. Ora, anche qui si può fare un esperimento peri-galileiano e domandarsi schiettamente: Si dà eros senza chiavata? – Semplice, no?

Y: …

X: Un’altra domanda invece è: Si dà eros senza corpo? Qui, mi sembra, la risposta è no.

Y: Ho voglia di mettermi a leggere…

X: (si alza) Sto provando (si risiede) a capire, come te, credo, no?… (si sporge verso Y che a sua volta continua a guardare nel vuoto davanti a sè) No?? (Y si gira finalmente verso X con i lucciconi agli occhi).

[Monologo di Antonio]

(Parodia del monologo shakespeariano di Antonio, in cui si abolisce la sapienza e la diplomazia retorica per lasciar dilagare il risentimento e l’insulto. Di seguito un possibile incipit.)

 

Teste di cazzo, cittadini dei miei coglioni, provincialotti,

vengo a seppellire l’Umanità, non a lodarla.

Appunto drammaturgico

Dati n personaggi sulla stessa scena, escludere che interagiscano. Durata 3 ore.

Il cane (didascalia)

(Sul lato destro del palcoscenico, emergente dal buio, una sala operatoria in penombra; sul lato sinistro, pure emergente dal buio, una cucina illuminata bene.)

(Un medico entra in sala operatoria, accende la luce e si guarda intorno.)

(Un cane entra abbaiando in cucina.)

 

SOS (senza attore)

(Buio, buio, buio.)

(Luce.)

(Luce.)

(Luce.)

(Buio, buio, buio.)

Monologo del Sovrano

(Elementi: 1) scena bianca, 2) attore nudo con pene a riposo ipertrofico. L’attore entra dal fondo passando per un pertugio minimo rasoterra con una corona in testa, va verso la ribalta, sfila a sinistra, si ferma, si prende in mano il pene, lo scuote.)

Sovrano: Visto?

(Buio, applausi.)

Maiale. Atto unico in 20 secondi

(Atteso e poi accompagnato, nel buio, da uno spot blu, sbuca dalla quinta destra un attore nudo, che, correndo quasi sul posto e alzando molto i ginocchi, e attraversando tutto il palcoscenico e uscendo dalla quinta sinistra, declama la sua battuta.)

 

Sono un maiale…

non c’è niente…

Da buttare. (Esce.)

Presidente?

(Vicino alle fonti del Nilo, all’ombra di una papaia.)

 

X: Presidente?

P: Sì… ma con le palle.