Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Categoria: Play

Il cane (didascalia)

(Sul lato destro del palcoscenico, emergente dal buio, una sala operatoria in penombra; sul lato sinistro, pure emergente dal buio, una cucina illuminata bene.)

(Un medico entra in sala operatoria, accende la luce e si guarda intorno.)

(Un cane entra abbaiando in cucina.)

 

SOS (senza attore)

(Buio, buio, buio.)

(Luce.)

(Luce.)

(Luce.)

(Buio, buio, buio.)

Monologo del Sovrano

(Elementi: 1) scena bianca, 2) attore nudo con pene a riposo ipertrofico. L’attore entra dal fondo passando per un pertugio minimo rasoterra con una corona in testa, va verso la ribalta, sfila a sinistra, si ferma, si prende in mano il pene, lo scuote.)

Sovrano: Visto?

(Buio, applausi.)

Maiale. Atto unico in 20 secondi

(Atteso e poi accompagnato, nel buio, da uno spot blu, sbuca dalla quinta destra un attore nudo, che, correndo quasi sul posto e alzando molto i ginocchi, e attraversando tutto il palcoscenico e uscendo dalla quinta sinistra, declama la sua battuta.)

 

Sono un maiale…

non c’è niente…

Da buttare. (Esce.)

Presidente?

(Vicino alle fonti del Nilo, all’ombra di una papaia.)

 

X: Presidente?

P: Sì… ma con le palle.

L’informazione

A (col tono di voce che si usa normalmente per chiedere un’informazione a un estraneo): Scusi, via Zot?

B (gridando a squarciagola e indicando con la mano): Prenda la seconda a sinistra!!! Poi, alla prima rotonda, la terza uscita!!! Dopo duecento metri, svolti a destra e sarà arrivato!!!

Atto unico, in una breve battuta e una bellissima canzone

(Buio. Illuminazione zenitale di un attore nudo al centro del palcoscenico, a 6-7 metri dal proscenio.)

Personaggio: Non so davvero cosa dire, sono giorni in cui mi sembra quasi di rimpiangere il mio dolore, è una specie di dubbiosa benaccia, credo…

(Buio. Musica: My House, di Lou Reed.)

Sono un fesso (monologhetto)

Signore e Signori, attenzione:

 

Sono un fesso.

 

Mettiamo subito in chiaro, però, che non so perché – Così, penso a un suono fesso, che è una sottrazione, in sostanza, di suono (in un range mesoscopico che potrebbe andare, diciamo, dalle fusa di un gatto al decollo di un boeing) – Oppure penso… Beh, non trovo applicazioni ulteriori – oltre, cioè, la psicologia e l’udito – Ecco come, impreveduto, si apre lo squarcio.

Tu! #2

Tu non capisci.

Le cose ti passano davanti, forse ti fanno un cenno, ma tu non le vedi.

Il cielo ti cala la manna ma è come dare perle ai porci – non hai il fegato, hai la digestione difficile, non mastichi pietre.

No, perfino un messia appariscente ti sfuggirebbe.

Lascia stare, davvero, torna ai tuoi prati, là, sull’Olimpo, a brucare, e fa conto che non ci siamo mai conosciuti – e che ce n’è ragione.