Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Categoria: Me

Gran disprezzatore

Sono, credo, un gran disprezzatore. Disprezzo, per esempio, i monomaniaci, chi guida col braccio sinistro (in Italia – il destro in Gran Bretagna) abbandonato lungo la portiera; politicamente, disprezzo i fascisti, i razzisti, gli xenofobi, gli estremisti in generale (ma chi si credono d’essere?), gli odiatori del web (tutti a rischio, sappiano, di un bel cancro al culo); artisticamente, invece, non mi sento di disprezzare, se non la vanagloria – anche ben distinta da opere magari eccellenti.

Annunci

Anche pensieri

Se mi ricordo di persone, luoghi, cose, posso ricordarmi anche di pensieri.

Io mi ricordo di questo mio, pensato suppergiù a dodici anni: l’antefatto riguarda il basket giocato in parrocchia, dove appunto c’era un grande che m’impressionava tantissimo: playmaker, veloce e soprattutto dal tiro micidiale e tesissimo, praticamente senza parabola, cioè orizzontale. Ecco, io pensavo, con una sotterranea vertigine teoretica ma anche una finale interrogazione:

Quando avrò la sua età, se è l’età che conta, sarò bravo uguale, no?

La sua faccia mi ricordava, molto più asciuttamente, un mio prozio paterno, figlio, come mio padre, di contadini della bassa bresciana occidentale, ma anche collezionista d’arte contemporanea (immagino scelta malissimo).

Po

IMG-20170816-WA0000

Questo è Volano (foto di Marta), una reincarnazione di Lattemacchiato – però, come si vede, attento spettatore del TG3, malgrado la provenienza fluviale brada.

Volàno

Volàno è un toponimo ma, ormai, anche il nome del nuovo cucciolo (a occhio, di quattro mesi, avendo come riferimento Grisou che ne ha tre) – che, appunto, da Volàno, ovvero da una colonia felina censita e certificata, viene.

Seguirà, forse, un racconto del prelevamento e della traslazione.

Letture aperte (che non è detto chiuda): 7

1) Franco Moretti, Il borghese, Einaudi, 2017;

2) Allan Gurganus, Anche le sante hanno una madre, Playground, 2015;

3) Maurizio Ferraris, Documentalità, Laterza, 2009;

4) Emanuele Severino, Gli abitatori del tempo, Armando, 1978;

5) Michele Mari, Leggenda privata, Einaudi, 2017;

6) Laura Pugno, Sirene, Einaudi, 2007;

7) Kent Haruf, Benedizione, NNE, 2015.

Reference

Una bella ragazza sui diciassette tira fuori lo smartphone per cercare il titolo e mi fa vedere: è l’immagine di una lavagna con su scritto qualcosa che fatico a decifrare, chiedo mi legga lei.

Il dottor Zurigo.

Cerco ma non trovo.

Sai l’autore?

E lei, precisa: Pasternak.

Sembra

Sembra che, qui come sono, seduto al tavolo, davanti al pc, con le dita che incombono sulla tastiera, stia pensando a cosa scrivere. È una pretesa senza conseguenze, io non sto pensando, io mi sono solo gettato in un teatrino interiore in cui cerco di districarmi, fra personaggi, scene e complementi… C’è poi un livello superiore che filtra tutto a fini oscuri.

Ho capito

Confesso un’orgogliosa ma anche riprovevole mia caduta nel pensiero. Va così: arrivato al primo punto fermo della quinta pagina di Leggenda privata, di Michele Mari (a me ancora sostanzialmente ignoto), penso: Ho capito – ma in quel modo caratteristico che, espresso (detto, scritto – non solo, appunto, pensato), prevede alla fine una contenuta interiezione, tipo: eh-eh.

Pasqua

Chi se ne frega se non sono credente ma ho avuto una formazione cattolica fino alla cresima.

Chi se ne frega se la Pasqua, nei miei ricordi puerili, è piuttosto Pasquetta, e è espressa dalla stringa:

uova di gallina sode colorate-escursione-picnic

Chi se ne frega se la Pasqua (Pasquetta) ha per me un retrogusto simbolico dolce.

La democrazia in America

Il 16 maggio, a Trento, vedrò il mio quarto spettacolo della Societas Raffaello Sanzio, s’intitola La democrazia in America, è ispirato all’opera di Alexis de Tocqueville.