Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Categoria: Me

Pizzichi

Un pizzico di Gottfried Benn (dal Romanzo del fenotipo), un pizzico di Milo De Angelis (La somiglianzaEssere qui), un pizzico di Arbasino (dall’intervista impossibile a Ludwig II di Baviera), un pizzico di Stefania Michelucci (da La maschera, il corpo e l’anima. Saggio sulla poesia di Thom Gunn), un pizzico di Wallace Stevens (The ordinary women).

A questo punto

A questo punto dovrei dire che è una semplice fase di spreco rituale? Forse dispiacerebbe ammetterlo all’ultracorpo, non certo al teppista.

Ultimamente

Ultimamente sto facendo esperienza di molte false partenze, 1, 2, 4, 5 versi, brutalmente, senza rimpianti, abbandonati incompiuti. So, però, che non furono vicoli ciechi ma promesse non mantenute.

Oggi

Oggi, mi è capitata al banco del prestito la mia professoressa fondamentale, che non vedevo, credo, da vent’anni, e che al tempo (fine anni Settanta) ci propose tanta roba fresca e forte: formalisti russi, Auerbach, Barthes, etc.

Scrivere

Scrivere non mi serve che a stordire la comprensione.

Anni della mia vita

2017, 2004, 2002, 1999, 1989, 1979, 1969, 1964, 1959.

Gran disprezzatore

Sono, credo, un gran disprezzatore. Disprezzo, per esempio, i monomaniaci, chi guida col braccio sinistro (in Italia – il destro in Gran Bretagna) abbandonato lungo la portiera; politicamente, disprezzo i fascisti, i razzisti, gli xenofobi, gli estremisti in generale (ma chi si credono d’essere?), gli odiatori del web (tutti a rischio, sappiano, di un bel cancro al culo); artisticamente, invece, non mi sento di disprezzare, se non la vanagloria – anche ben distinta da opere magari eccellenti.

Anche pensieri

Se mi ricordo di persone, luoghi, cose, posso ricordarmi anche di pensieri.

Io mi ricordo di questo mio, pensato suppergiù a dodici anni: l’antefatto riguarda il basket giocato in parrocchia, dove appunto c’era un grande che m’impressionava tantissimo: playmaker, veloce e soprattutto dal tiro micidiale e tesissimo, praticamente senza parabola, cioè orizzontale. Ecco, io pensavo, con una sotterranea vertigine teoretica ma anche una finale interrogazione:

Quando avrò la sua età, se è l’età che conta, sarò bravo uguale, no?

La sua faccia mi ricordava, molto più asciuttamente, un mio prozio paterno, figlio, come mio padre, di contadini della bassa bresciana occidentale, ma anche collezionista d’arte contemporanea (immagino scelta malissimo).

Po

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Questo è Volano (foto di Marta), una reincarnazione di Lattemacchiato – però, come si vede, attento spettatore del TG3, malgrado la provenienza fluviale brada.