Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Categoria: In lettura

In lettura: Autobiografia di Alice Toklas

No, non avevo capito che Gertrude Stein scrivesse così (malgrado, cioè, soprattutto, la mia “frequentazione” assidua di Arbasino).

 

Gertrude Stein, Autobiografia di Alice Toklas, traduzione di Cesare Pavese, Einaudi, 1972.

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In lettura: Memorie del sottosuolo #3

Se si potesse trasporre nella realtà il protagonista narrante delle Memorie, si avrebbe a che fare con un individuo che è quanto di più lontano dalle qualità richieste generalmente a una libera frequentazione personale. La psicosi qui non c’entra, c’è n’è a bizzeffe come lui, che fanno il loro lavoro e vivono e invecchiano, senza rompere troppo le palle.

In lettura: Memorie del sottosuolo #2

La scena madre ha una coda che qui riassumo a modo mio.

Lui vede sul tavolo i 5 rubli che le ha messo in mano e che lei invece ha lasciato lì andandosene, si mette sulle spalle la prima cosa a portata, scende le scale di corsa, esce nella via. Nevica, lei ha fatto 200 passi. Corre ma la perde di vista. Rincasa. Soffre.

In lettura: Memorie del sottosuolo

Ancora due pagine. A due pagine per volta, ma non tutti i giorni, fa parecchio tempo che le Memorie mi accompagnano. È appena finita la scena madre conclusiva, un prodigio di bassezza, povertà, umiliazione, imbarazzo, freddezza, una dinamica in cui l’amore fa capolino solo per subire l’onta massima della negazione violenta.

 

Fëdor Dostoevskij, Memorie del sottosuolo, traduzione di Alfredo Polledro, Einaudi, 1988.

Cavalli selvaggi

Finito due giorni fa – John Grady Cole, il protagonista, è un Odisseo, e quello che c’è oltre le Colonne d’Ercole sono resti di Frontiera.

In lettura: Cavalli selvaggi

Il mio primo McCarthy western. Il titolo originale è: All the Pretty Horses.

 

Cormac McCarthy, Cavalli selvaggi, traduzione di Igor Legati, Einaudi, 1996.

Yeruldelgger. La morte nomade #2

Ancora solo 40 pagine.

In questa narrativa, così efficacemente imperniata sull’ambientazione, il personaggio e l’intreccio, ritrovo, credo, qualcosa del piacere adolescenziale intensissimo per i romanzi di Salgàri.

 

Ian Manook, Yeruldelgger. La morte nomade, Fazi, traduzione di Maurizio Ferrara, 2018.

In lettura: Yeruldelgger. La morte nomade

Terzo romanzo della trilogia (per ora) di Yeruldelgger, dopo Tempi selvaggiMorte nella steppa. Ian Manook sostituisce, per me, addirittura Pierre Lemaitre, al primo posto della letteratura d’intrattenimento.

 

Ian Manook, Yeruldelgger. La morte nomade, Fazi, traduzione [dal francese] di Maurizio Ferrara, 2018.

Le consapevolezze ultime

In ogni capoverso di Aldo Busi, ci sta un intero sotto-romanzo – della lingua.

 

Aldo Busi, Le consapevolezze ultime, Einaudi, 2018.

Memorie d’oltretomba

Uguale.

 

Fra gli autori francesi moderni della mia generazione, sono quasi il solo ad avere una vita che somigli alle opere […] ho cantato i boschi nei boschi, ho dipinto il mare sulle navi, ho parlato di armi nei campi di battaglia, ho conosciuto l’esilio nell’esilio, ho studiato i principi, la politica, le leggi e la storia nelle corti, negli affari di Stato, nelle assemblee.*

 

Contrario.

 

…mi succede che, nei momenti delle mie prosperità, devo parlare del tempo delle mie miserie e, nei miei giorni di tribolazione, tratteggio i miei giorni di felicità.*

 

 

*F. R. De Chateaubriand, Prefazione testamentaria, in Memorie d’oltretomba, a cura di Ivanna Rossi, traduzione di Filippo Martellucci, Ivanna Rossi, Fabio Vasarri, Einaudi-Gallimard, 1995, pp. 6-7.