Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Categoria: Commento

La telenovela

Io sono un ignorante, ma mi sembra che il romanzo, in Italia, non abbia ancora sfruttato le potenzialità di quella rigogliosa telenovela che è la storia contemporanea della Sinistra, così infarcita di tradimenti, ribellioni e armistizi.

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Avrà pure avuto i mezzi

Avrà pure avuto i mezzi, ma io sono lo stesso estasiato dall’Arbasino trentenne che va a cercare e intervistare mostri sacri della cultura mondiale come Céline, Eliot, Adorno, Edmund Wilson – o che invita a cena Gadda in un posto rinomatissimo per l’osso buco e il carrello dei formaggi.

Quando ci si mette a scrivere

Quando ci si mette a scrivere, in un certo momento, in un certo posto e in certo modo, si decide anche una partizione dell’esperienza – si chiude, cioè, fra parentesi, la realtà concreta e si dà spazio solo, per un po’, a quella simbolica.

Ancora adesso

Ancora adesso, credo, non è tanto facile giustificare l’affermazione di Adorno sulla poesia dopo Auschwitz – affermazione che, naturalmente, vale per ogni successiva e significativa performance negativa, fino alla più recente, che è di oggi.

Quello che

Quello che, qui, può sembrare romantico è piuttosto, nell’intenzione dell’autore (cioè io, Pierluigi Rossi), un gioco combinatorio con limitato versamento emotivo.

Illazione

L’italiano old style, che è ancora la stragrande maggioranza dell’elettorato, non ha un buon feeling con l’idea di Riforma – per la verità, della Riforma, l’italiano ha proprio inconsciamente paura (perciò ha bocciato il Referendum di Renzi, il tentativo più pericoloso, dal suo punto di vista, di revisione delle consuetudini).

Così, è abbastanza strano quello che succederà con la vittoria del M5S.

Traduco: essendo la vittoria di Grillo un messaggio contro il sistema dei partiti, se ne deduce che le liberalizzazioni (taxi, tabaccherie, farmacie), per esempio, sarebbero un suo cavallo di battaglia obbligato (sic), che tuttavia (ecco l’illazione) lo seppellirà, qualora se ne facesse carico, perché nessuna delle corporazioni cederà di un millimetro…

Nell’Italia contemporanea, come peraltro fin da quella del secondo dopoguerra, vince chi sembra cambiare veramente per non cambiare veramente.

Soggetti

Ci sono “cose” letterarie che rifulgono per il soggetto, ad esempio, restando al secolo scorso: La metamorfosi di Kafka, Il signore delle mosche di Golding. 1984 di Orwell.

Il politico e il letterario

Il soggetto politico PD aspira, è evidente ormai da un po’, a uno status di personaggio dostoevskijano.

La dimenticanza

Vedo due significati, grosso modo, nella dimenticanza (d).

Il primo, che sembra pacifico, la intende come una perdita, non diversamente dalla perdita per eccellenza rappresentata dalla morte.

Il secondo significato esclude che nella (d) qualcosa vada perduto. Dimenticare, anzi, qui, riesce piuttosto un’accumulazione e un metabolismo. Il ricordo che non riaffiora, cioè, non per questo non-è, se invece, nel buio peristaltico della memoria sotterrata, lavora chimicamente.

Mario Benedetti

Poniamo che Mario Benedetti, in una poesia, dovesse dire:

Mi compro qualcosa per un euro.

Fermi restando l’io, il qualcosa e la valuta, prima, rimetterebbe in discussione il dativo retto dal verbo, e poi farebbe le pulci anche all’euro in quanto complemento di mezzo. In altre parole, Benedetti lavora sui gangli espressivi basici, salvando la sintassi solo in pochissimi, miracolosi casi – casi che, a chi legge, temo, non sarà dato spiegare.