Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Categoria: Commento

Carla Bruni – Miss you

Non avrei mai creduto che Carla Bruni, con la sua versione di Miss you degli Stones, mi avrebbe fatto così impazzire. L’idea riuscita (la butto lì) è fare della disco morbida ma avvincente come un boa.

Tp

Tp è stato eletto Presidente degli Stati Uniti d’America ma continua, licenziando, a fare la TV. Io, che non sto con lui, mi chiedo se non sia un vero disastro a scegliersi i collaboratori. Il suo sostenitore, invece, credo direbbe che Tp ha dato, ai disgraziati via via cacciati, una chance che loro, semplicemente, hanno sprecato – direbbero, cioè, da imperterriti interpreti dell’ad*.

 

*Meno “amministratore delegato” che “american dream”.

 

Cosa dico

Se dico “sono ubriaco”, cosa dico?

Per prima cosa, letteralmente, che sono ubriaco.

Poi, implicitamente, che, nell’essere ubriaco, tuttavia, mi riconosco – ovvero, dico qualcosa (l’ubriachezza) a proposito di un soggetto (l’io) in cui mi identifico. In altre parole, dico, insieme, che sono al limite delle mie facoltà di intendere e di volere e che, seppure in questo stato, mi intendo e mi voglio.

###

E se dico “sono contento”, cosa dico?

In questo caso, il predicato è il participio passato di “contenere”: “contenuto”. Se sono contento, cioè, sto al mio posto. Anzi, se dico la verità, dico addirittura che sono perfetto, che non ho bisogno d’altro, neanche di continuare a vivere.

La lettura

La lettura di Documentalità, di Maurizio Ferraris, è per me peculiarmente impegnativa.

L’impegno peculiare sta in questo, che Ferraris intende offrire al lettore una teoria del mondo così com’è, con tutto – ma proprio tutto, se possibile – quello che contiene.

Il mio peculiare impegno, insomma, leggendo Ferraris, è fare posto, teoreticamente, a tutti quegli oggetti, perlopiù sociali, che rompono tanto le palle nella vita quotidiana.

Le risposte possibili

Una differenza importante, secondo me, fra Emanuele Severino e Maurizio Ferraris è questa… –

Ma prima di rispondere, una domanda: Che cosa cerca il consumatore di filosofia? Cerca, naturalmente, una risposta al difficile quesito posto dall’essere (vivi o morti). Ma che tipo di risposta? Due, direi, le possibilità: la prima è la risposta che rappresenta la realtà in modo “fiammingo”, cioè riconoscibile perché, appunto, assomiglia tantissimo all’esperienza; la seconda, al contrario, ritrae una realtà addirittura sovversiva, benché persuasiva, in cui sembra di perdere l’accidente per guadagnare la sostanza. La prima è una specie di selfie, la seconda una specie di outlook.

Regola di vita

Posso sempre darmi una regola, solo, devo andarci piano con l’insieme delle “regole di vita”, essendo l’esperienza estranea ai miei schemi.

Crepuscolo

Verso la fine di Crepuscolo, c’è una scena di violenza che mi ha fermato il cuore per un secondo: come vittime, naturalmente, bambini, come carnefice, un adulto sconfitto e rabbioso e, come tecnica di sevizia, la fustigazione (cintura).

Democracy in America. Un brano #4

Dietro il velatino ombroso, due elementi: uno piccolo, sulla sinistra, per terra, e uno enorme, al centro, per aria.

Il primo elemento è un caravaggesco corpo plasticamente supino di bambino, illuminato da uno spot zenitale di luce gialla calda (al livello della platea, dov’ero, vedevo solo il rosa soffuso della massa carnosa e un gomito).

Il secondo elemento, composto a sua volta di due elementi, mi riesce molto più difficile descriverlo. Meglio partire da una metafora, io direi di pensare a due mastodontiche bielle rotanti lentamente, con produzione di prospettive e spessori sempre indecifrabili (il velatino impedisce, ricordo, di “vedere”). I due elementi sembrano lettere dell’alfabeto ebraico, e hanno pressappoco questa forma:

_20170519_205741

Sicché, mentre, baciato da un raggio di sole, un corpo puerile giace – nell’ombra, paurose e sublimi, le bielle girano.

Democracy in America. Recensione?! #3

Converrebbe usare un altro termine, che so, “spargimento” o “disseminazione”.