Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Categoria: C’è posta

C’è posta #20

Car*,

ho ritardato così tanto a risponderti che, la notte appena trascorsa (sono le 5.05), l’ho passata in bianco. Ma ecco, adesso che finalmente lo sto facendo, mannaggia, mi accorgo che queste parole sono in più, che ti ho già liquidat* col mio sbigottimento, credo.

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C’è posta #19

Carissim*!

Ho delle cose da finire – per questo mi “agito”, come dici tu. Non so quanto tempo mi resta, e certo non lo sapevo neanche prima, ma, ne converrai, adesso è senz’altro meno.

C’è posta #18

Car*,

la mia interiorità è una fonte potente di freddo, sicché, una buona parte di pensieri, intuizioni e sogni non regge la prova e vaca presto assiderata.

C’è posta #17

[senza intestazione]

Eppure avevo altro da dirti, e con urgenza, là, sul ponte che unisce le nostre rive, quella notte sotto le comete. Non ce l’ho fatta, credo, per gentilezza… era terrore, invece, il mio, di non ricevere risposta. Tutto è finito col naufragio.

C’è posta #16

Car* ***,

ti scrivo nell’attesa di una nevicata eccezionale, ho già pronto il secchiello col ghiaccio e il Franciacorta, una cantina che non nomino per non fare pubblicità, un domani che questa mia fosse pubblicata, a un’impresa frattanto fallita. Guardo nel buio attraverso la finestra e non mi faccio impressionare dai primi fiocchi.

C’è posta #15

Car*,

le mie ultime parole per te – non temere, non mi suicido – oh. di certo non mi suicido!… Be’, non m’interessa dosare la sorpresa, la notizia è: vado a vivere in una yurta nella periferia di Ulan Bator.

Riavrai al più presto tutti i regali che intendevo farti*.

 

 

*Questa è di Charles M. Schulz, per bocca di Charlie Brown.

C’è posta #14

Car*,

mai come in questi giorni di stallo ho sofferto tanto indecentemente l’appeal neoclassicista. Mi sembra, ma so che adesso deliro, di capire alla perfezione Stravinskij, per esempio, in questi giorni maledetti.

C’è posta. Attenzione #13

Car* ***,

attenzione (mi riferisco naturalmente a quanto sappiamo entrambi), non ti faccio un favore avvisandoti, anzi, aspèttati solo notti bianche per la nausea. Per questo, ti scongiuro, non credermi.

C’è posta. Salvezza e libertà #12

Car* ***,

non comincerò questa lettera implorando le tue scuse – me ne fotto, ormai, anche di te e delle tue cazzate – no, se ti scrivo è solo per ricordarti che sei salv* o, se preferisci, liber*. Io ti voglio bene, sei tu che non capisci e pensi a chissà che cosa.

C’è posta #11

Car* ***,

i figli spiano i genitori da un tavolo all’altro – volevo, in ogni modo, cominciare così.

Quanto ho da dirti adesso, invece, forse non potrai capirlo ma è: Grazie anche per la tua assenza.