Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Categoria: Antologia

Pulci

(Se le pulci sviluppassero un rito, riguarderebbe il cane).

 

Ludwig Wittgenstein, Note sul “Ramo d’oro” di Fraser, traduzione di Sabina de Waal, Adelphi, 1986, p. 35.

Ludwig Wittgenstein

Si vorrebbe dire: ha avuto luogo questo e quest’altro evento; ridine, se puoi.

 

Ludwig Wittgenstein, Note sul “Ramo d’oro” di Frazer, Adelphi, traduzione di Sabina de Waal, 1986, p. 21.

(“Questo e quest’altro evento” sono appunto le “concezioni magiche e religiose” esaminate da Fraser – che tentazione, però, generalizzare.)

Luca Lanfredi

Tre poesie da Il tempo che si forma.

 

(l’ottavo mese dell’anno)

 

Giocavano a pétanque sotto il sole.

Ricordo questo, quando mi venne dato conto

dell’assenza.

Era un borgo non grande, ma con la ghiaia

aperta perché le bocce potessero brillare.

Allora

misi tutto il mio gesto in quella busta.

 

***

 

(lingua dei segni)

 

Poi senza fermarsi dice, “Io”, portandosi la mano

contro il petto.

 

Il pozzo di luce

e dopo il marmo che tra il supermercato e il bar

era il campo dei giochi, le colonne.

 

Sì, mi piacerebbe

essere tradotto in gesti camminando.

 

***

 

(qui e alle pagine seguenti)

 

È tutto qui:

nella protezione che cercammo

stringendo gli occhi; coprendoci

la bocca; nell’intesa che avemmo

con gli assenti.

La ghost track è un colpo,

un palpito di cuore:

un cinguettio sommesso.

La stanza vuota

non si può dire vuota, ma piena

di niente.

Meraviglia in forma di elenco

Nulla è impossibile, se è ancora nel Grande Raccordo, se è nella mente. La falce, le api, i covolvoli sul cancello, le anatre di passo e i pochi libri stanziali, sant’Agostino, Leopardi, le Upanishad, un cuore puro più accanto che si possa: oppure le notti ubriache e cittadine, la noia uccisa, gli amici rissosi di braccio e di parole, le donne accese dalle luci dei neon, l’insulto al mondo di un romanzo solo vita e disprezzo, e il turbine dei nomi sui giornali e nelle bocche rosse delle belle: i campi, una casa di pietra, i caffè alle quattro di mattino e correre su una moto, e il cane, e il drago, e questo è quello: i segni…

 

Marco Lodoli, Grande raccordo, Bompiani, 1989, p 144.

Riconoscibilità

È consolante sapere che puoi produrre cose riconoscibili.

 

Allan Gurganus, Piccoli eroi, Playground, traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini, 2011, p.164.

Dante Alighieri

Ahi come facean lor levar le berze

a le prime percosse! già nessuno

le seconde aspettava né le terze.

 

 
Dante Alighieri, Divina commedia, Inferno, canto XVIII, vv. 37-39.

Frane

“La letteratura si sviluppa non per fasi ma per frane…”

 
Alberto Arbasino, Viktor Sklovskij, in Sessanta posizioni, Feltrinelli, 1971, p. 419.

Alberto Arbasino

La poesia, infatti, come tutto ciò che è artificio, detesta la realtà; è nemica della Natura…

 

Alberto Arbasino, Wystan Hugh Auden, in Sessanta posizioni, Feltrinelli, 1971, p. 39.

Macrobio Teodosio

(Sessanta posizioni, di Alberto Arbasino, del 1971, raccoglie sessanta predilezioni, ognuna intitolata a un autore, fra cui quella per il misconosciuto Macrobio Teodosio, Quinto Secolo, autore dei Saturnalia.)

 

Tutte le predilezioni vanno però ad Augusto. Decine di aneddoti deliziosi occupano la prima giornata; e ne emerge il ritratto di un imperatore molto romano, molto piccolo-borghese, però dotato di un humor sorprendente. Va in tutte le case dove lo invitano, subisce ogni gaffe con pazienza, fa la spesa da solo, e quando un venditore di mantelli sostiene che la porpora fine va guardata controluce, ribatte “non posso camminar sempre sulle terrazze, per fare l’imperatore elegante.”

 

Alberto Arbasino, Macrobio Teodosio, in Sessanta posizioni, Feltrinelli, 1971, p. 327.

Citazione a mezzo di citazione

Come dice Rilke, non ci sono lezioni per principianti nella vita, la cosa più difficile ti viene sempre chiesta senza preamboli.

 

James Salter, Un gioco e un passatempo, traduzione di Delfina Vezzoli, BUR, 2006, p. 57.