Arte e impegno

di Pierluigi Rossi

Se l’impegno nell’arte (le tematiche cosiddette “socio-politico-economiche”), fino a un certo punto, diciamo il secolo scorso, ebbe le fattezze di una grave ferita inferta dal mondo che riempiva e deformava, con la sua dolenza, la produzione dell’artista, oggi, mi sembra invece una più asettica opzione combinatoria fra altre, idealmente esposta su uno scaffale che elenca, come uno scaffale alimentare, una quantità di ingredienti e tecniche, ma anche di piatti-pronti e semi-pronti, a disposizione dell’operatore culinario e artistico – usare ancora “artista” e “poeta”, nel tempo presente dell’intellettuale-massa, manifestato come è noto dai social network (dopo fb, si può menarla quanto si vuole su competenza e incompetenza, rimane il fatto che, sul web, sono tutti intellettuali), suona improprio, se non ridicolo.

L’implicazione più rilevante di questa ipotesi è che il valore dell’inautenticità (artificialità) soppianta quello dell’autenticità (naturalità).

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