Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Mese: aprile, 2019

Fuori giri

Il buio si fa da parte il tempo che serve affinché, chiusa la pratica della rimozione, lo spavento che segue abbia la forza (diciamo “regolamentare”) per confondere, come suole, le carte. È così che la luce indora, generosa, anche la frottola.

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Tre piani #2

Molto bello.

Tre piani

Eshkol Nevo, Tre piani, traduzione dall’ebraico di Ofra Bannet e Raffaella Scardi, Neri Pozza, 2017.

 

Romanzo in tre parti, corrispondenti ai piani di una palazzina borghese presso Tel Aviv in cui risiedono i personaggi narranti.

Sequenza dal primo al terzo piano delle identità di mittenti e destinatari dei racconti: 1) designer “arrabbiato”, sposato a una avvocatessa da cui ha avuto una bambina, si confida a un amico scrittore; 2) ex-grafica casalinga “frustrata”, sposata a un professionista spesso in viaggio, con cui ha fatto una bambina e un bambino, scrive alla sua più cara amica, professoressa di storia del cinema a New York; 3) “posata” giudice in pensione, vedova e con un figlio adulto di cui non sa niente da tre anni, racconta al marito morto, che fu giudice pure lui, registrandosi su una vecchia segreteria telefonica che conserva incisa la voce del consorte.

La struttura allude alla triade freudiana Es, Io, Super-io.

Dall’opera, Nanni Moretti ha tratto la sceneggiatura del film a cui sta lavorando attualmente.

Quanto comodo sta il Mondo, oggi

Quanto comodo sta il Mondo, oggi,

tempo brachilogico, dentro

le parole dei poeti? Queste

non saranno, voglio dire, un letto

di Procuste rispolverato, tanto

più crudele quanto più l’allettato

si è articolato e complicato

esponenzialmente? Che orrore

sarà mai, allora, ai suoi piedi,

la massa di brani escissi e scartati,

per la stringatezza dei versi

e la stipsi dell’immaginazione?

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Italia, 25 aprile

Finché in Italia si festeggia il 25 aprile, il cittadino

ha diritto di speranza (virtù teologale, fra l’altro,

you know).

*

Ma la festa del 25 aprile bendispone anche

alle generiche speranze dell’essere umano: quelle,

per esempio, del futuro, della salute, dell’amore,

del lavoro, della ricchezza, della saggezza, della vittoria,

del successo – e, infine, alla speranza più grande:

d’essere esattamente (combaciando con la massima

precisione, cioè) ciò che si è.

*

Ora, il problema è sempre quello della coscienza

che il soggetto (essere umano o cittadino che sia)

ha di sè. Per dire: e se uno si sente d’essere un delin-

quente, bene o male fatto appunto per delinquere?

E insomma, se uno è Hitler che si sente un dio-

carnefice? Chi mai potrà dirgli che forse si sbaglia?

*

Questa poesia non ha una vera fine, perché

la risposta alla domanda, che pure c’è,

non sta qui.

Diario apocrifo di Asino Nero #2

Come comincio? – Questo è il primo dei miei problemi come poeta ma anche come asino. Conosco però l’obiezione: dovrei tenere per fermo che ho già cominciato, sicché, ora, si tratterebbe, appunto, di recuperare quel cominciamento – e questo l’ha fatto Proust, eminentemente, potrei prenderlo a esempio.

Dentro la domenica di Pasqua

Dentro la domenica di Pasqua

ci sta tutto quello che ci deve

stare (sarà un caso? sarà

come sempre?): il sole, il sangue,

il canto degli uccelli, il bouquet di petrolio,

le venature del presente stretto,

la pletora dei soggetti

che ci credono senza paura

e adeguano a questa loro debolezza

lo stile di vita, e poi

la terra grassa, la terra magra,

la polvere posata, la polvere in sospensione,

la fatale lacuna (già, essa pure) –

 

Devo continuare?

E, se si, quanto?

Mettiamo un limite comodo,

se non proprio ampio?

Facciamo la metà

della vita umana media

di oggi, che è circa 85?

…Troppo, eh? (La cartografia

1 : 1, infatti, è un insopportabile

ma testardo imbarazzo

teoretico.)

MAXXI

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