Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Mese: novembre, 2018

Mini romanzo. Cecchini #185

Per pisciare dovrei espormi ai cecchini della casa di fronte. Perciò, quando mi scappa, accendo la luce del bagno e, da fuori, manovro un’asta di circa due metri su cui ho fissato un fagotto con un pendente di gommapiuma a simulare la mia presenza dietro la finestra. Mentre acrobaticamente orino in un vaso (che poi, chiusa la pratica e spenta la luce, verserò nel water), quelli, sempre, crivellano per bene il mio simulacro.

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Buon titolo

Petali in testa

Il personaggio

Il personaggio della poesia e del romanzo strippa, credo, per statuto.

Se uno attende al linguaggio verbale

Se uno attende al linguaggio verbale,

ecco che incontrando cose come “offerta

imperdibile” o “occasione memorabile”

 

Se poi uno inciampa malauguratamente

nel dettaglio sottostimato, ecco

che affondando nell’agnizione

 

Se infine uno si ferma e, dove sta,

sta, così ricreandosi all’insaputa

del Mondo e perciò facendo, ecco

Non dovrei offendermi, credo

Non dovrei offendermi, credo,

ma quando addirittura scorgessi

nell’infausta notizia un’opzione,

be’, dovrò, credo, svegliarmi.

Mini romanzo. Il punto #184

Io so che parlo, so che scrivo, so che dico, perfino – lo faccio perché lo faccio e questo è il punto. Non sono mai in me e mi tradisco.

Visione in tralice di strati

Visione in tralice di strati

orizzontali densi e colorati,

il solco dell’affermazione

precaria, la Natività

di stuzzicadenti, fine

della mediazione sintattica,

si può comunicare pure

per sequenze di perline,

bene anche le figurine.

L’opinione

Mi ha consolato un po’ l’opinione di Paolo Mieli, visto l’altro ieri da Lilli Gruber a Otto e mezzo.

Si può non nascere

Si può non nascere

ma se si nasce non si può

non morire – questa

la vulgata. Bene, buon ultimo,

anch’io, allora, ripeto

che la possibilità stessa, così

in nuce e tuttodì

assente essenzialmente,

è eterna –

ma di cosa stiamo a parlare?

Perché non è strano né ingiusto ma anzi pacifico che si producano molte più vignette satiriche su Gesù che su Maometto

Il Dio cristiano è Padre, infatti offre all’Umanità il Figlio.

Il Dio musulmano è Maestro, infatti offre all’Umanità il Libro.

L’arte è interpretata di conseguenza nelle società in cui prevale una o l’altra religione.

 

L’icona

Nei paesi dell’Europa cristiana, l’arte rappresenta la manifestazione storica della divinità (Avvento) e produce l’icona.

 

La parola

Nel mondo musulmano, l’arte si applica a decorare (anche psichedelicamente) la citazione della parola.

 

Conclusione

Gesù ha molta consuetudine con l’immagine.