Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Mese: ottobre, 2017

Chi ha disarmato chi?

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Sono morto anche

Sono morto anche

quel giorno – sì, sai, quello

in cui non capisti,

lasciandoti infilare dal pesce,

per sua natura fuggitivo.

Non mi basteranno i denti

Non mi basteranno i denti

per cominciare a digerire,

qualche boccone finirà,

come nei fumetti,

per spiaccicarmi dentro.

Twitter

Da quando Mattina (1919), di Ungaretti, ha colpito al fegato il lettore, Twitter era prevedibile.

Passeremo l’inverno

Passeremo l’inverno

a sognare le rose?

È un’idea, anche abbastanza

…ngena, invero… –

oppure bisogna arrendersi

incondizionatamente

e cestinare (sic) tutti quei sogni

(che sono tanti)

con le rose dentro.

In lettura: Bagliori a San Pietroburgo

Jan Brokken, Bagliori a San Pietroburgo, Iperborea, traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo, 2017.

 

Soggetti romanzeschi:

Feliks Jusupov, nobile, bello, ricco sfondato, generoso, eccentrico – ma anche sposato con un vero angelo preraffaellita, che ama davvero e che sembra la bellissima copia di Anna Achmatova (cioè Irina Alexandrovna, principessa imperiale nipote di Nicola II) e infine sicario, in associazione con altri, di Rasputin, il 28 dicembre del 1916, nelle cantine del palazzo di famiglia sulla Moika…

Oppure Marina Judina, pianista, interprete mozartiana eccelsa, e religiosa, sì (apertamente e, per questo, licenziata dal Conservatorio negli anni Trenta), ma, ai concerti, sempre con la pistola sotto la gonna (non si fidava di Stalin, che pure, in quanto pianista in proprio, per lei stravedeva).

San Pietroburgo fra Ottocento e Novecento (quando diventò Leningrado), nella letteratura, nell’arte, nella musica, nel cinema, nel pettegolezzo.

Farfalle

Le farfalle muovono i suoi passi, un ritmo jazz, con la sincope, i convenevoli dietro i calcagni, una traccia dopo l’altra, e il risveglio, sì, ma solo dopo un sonno agitato.

Spazi

Spazi diversamente accessibili,

ogni soggetto ha il problema

che il mondo non sia

uniformemente disponibile

(detto ai migranti, certo,

ma anche, e di più, ai potenti).

Le parole giuste

Non ci sono mai

le parole giuste,

non diciamo enormità,

se proprio ci sono

(eccome se ci sono!)

le parole efficaci –

e fra giusto

e efficace ce ne passa.

È passato del tempo

È passato del tempo

e in ogni caso

sono sciocchezze, basta

sostituire un elemento (uno

solo), per sentire diversamente.