Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Mese: agosto, 2017

Water

IMG_20170815_122442

Annunci

E adesso?

Beh, ci vorrebbe qualcosa

di breve – meglio, di svelto, tipo

quattro o cinque versi stesi in fretta,

a manifestare l’inconcepibile.

Anche pensieri

Se mi ricordo di persone, luoghi, cose, posso ricordarmi anche di pensieri.

Io mi ricordo di questo mio, pensato suppergiù a dodici anni: l’antefatto riguarda il basket giocato in parrocchia, dove appunto c’era un grande che m’impressionava tantissimo: playmaker, veloce e soprattutto dal tiro micidiale e tesissimo, praticamente senza parabola, cioè orizzontale. Ecco, io pensavo, con una sotterranea vertigine teoretica ma anche una finale interrogazione:

Quando avrò la sua età, se è l’età che conta, sarò bravo uguale, no?

La sua faccia mi ricordava, molto più asciuttamente, un mio prozio paterno, figlio, come mio padre, di contadini della bassa bresciana occidentale, ma anche collezionista d’arte contemporanea (immagino scelta malissimo).

Ecco che mi viene di fare

Ecco che mi viene di fare

una promessa, benché

negativa – questa:

Non ci penserò più.

 

Altri, a ben guardare, attendono

anche troppo pazientemente,

diamo loro – decido, in modalità

majestatis – un’occhiata, dunque.

 

La promessa è un vincolo

sul futuro, qualcosa cioè di illogico,

ma è “merce” antica, essenziale,

pressoché automatizzata.

 

D’altronde, malgrado l’illogicità,

un oggetto sociale, una cosa

che si aggiunge, anche

facilmente, basta

 

sottoscrivere.

Alla fine, però, una sfida –

sempre. E c’è poco

sia da ridere che da piangere.

Perché invece i polsi

Perché invece i polsi

non tremano mai,

quando si tratta di affermare

una “palese” differenza?

Di qua – direbbe anche

una badante laureata – la patacca, di là

la scena! (applauso) What else! (risolino)

 

Il divenire nella sua espressione hard,

pericolosamente squilibrato,

oltre le parole in sequenza,

ci sono infatti indecifrati controcanti.

Lascio la rosa dov’è, come dire

che faccio a meno della prova,

perché sono già marchiato.

Il solito

Il solito

punto di svolta.

Dico “solito” perché

(dispera pure)

tocca sempre – in realtà

ma anche in sogno.

Siamo intorno a un tavolo

Siamo intorno a un tavolo

tutti quanti – certo, qualcuno

ha percezione di una prospettiva,

dal posto assegnato, molto ingannevole,

che trasforma in colluttazione

ogni banale tentativo

di riconoscimento.

 

F.lli Mc Pheron

Credo (pardon) sia più facile incontrare nella vita quotidiana, piuttosto che nella letteratura, due giganti di bontà non stucchevole come i fratelli Mc Pheron.

Strana storia

Strana storia quella di Stefan Zweig (1881-1942), di ricca famiglia ebrea viennese, scrittore, per tutta la vita viaggiatore, pacifista ma suicida, a sessantun’anni, in Brasile, insieme con la sua seconda moglie più giovane.

Oggi ho visto

Oggi ho visto, come

ogni anno, nel rinato

flusso del traffico, la fine

esatta dell’estate.