Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Mese: luglio, 2017

Di qua e di là

Di qua, io

sempre lì a figurarmi la catastrofe in atto;

di là, io che invece

faccio a pezzi, diligente, la ratio

di qualsivoglia giudizio.

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La scena

Il basamento che regge la scena ricorda un altare. Il cadavere è adagiato su un fianco in posizione quasi fetale ai piedi di un water. Solo la gamba destra è piegata, la sinistra, invece, si è allungata presumibilmente nella caduta.

Tp

Tp è stato eletto Presidente degli Stati Uniti d’America ma continua, licenziando, a fare la TV. Io, che non sto con lui, mi chiedo se non sia un vero disastro a scegliersi i collaboratori. Il suo sostenitore, invece, credo direbbe che Tp ha dato, ai disgraziati via via cacciati, una chance che loro, semplicemente, hanno sprecato – direbbero, cioè, da imperterriti interpreti dell’ad*.

 

*Meno “amministratore delegato” che “american dream”.

 

L’indagine può prendere la mano

L’indagine può prendere la mano

se, per esempio, pesa l’incombenza

finale della relazione.

La preoccupazione di verbalizzare

può indurre sottilmente

a adeguare la realtà piuttosto

che la parola. Poi possono

anche darsi schiette moti-

vazioni narcisistiche o pato-

logiche. La promessa? Non so,

qualcosa, forse, di fermo e eterno.

Anche quella volta

Anche quella volta era estate e faceva caldo. Fiordèo Forlì, con la sua borsa di cuoio sottobraccio, suonò il campanello di Annina Marechiaro, cliente per cui amministrava circa mezzo milione, alle 18.05 in punto, cioè cinque accademici minuti più tardi dell’ora stabilita.

Capì che c’era qualcosa che non andava prima ancora di stringere la mano della Marechiaro, appena sulla soglia dell’appartamento. Il suo sorriso smagliante e assassino ne ebbe a soffrire poco, giudicò, sbirciando la faccia da bambina della cliente, poi entrò ma, preoccupato, si confermò nella prima impressione.

Aveva già appoggiato la borsa sul tavolo, quando il suo sguardo focalizzò la minuta sporcizia sulla tovaglia: ciuffi di pelo, capelli, insetti morti, macchie di sugo molto materiche, cenere e bruciature. E infine percepì un odore intenso di urina felina. Si sedette, aprì la borsa, ne estrasse dei fogli stampati e poi, risolutamente, guardò in faccia la Marechiaro, che si era seduta alla sua sinistra.

Anche la musica parla

Anche la musica parla, ovviamente (anche, cioè, se non è canzone).

(…ecco, si potrebbero riservare le parole alle cose

di comune esperienza e la musica a cose

poco scolpite e perciò poco e malamente indicizzate…,)

Prima e dopo

prima dovrei stilare una lista anche approssimativa del materiale e degli attrezzi di uso ordinario

solo dopo potrei decidere e fare la mia offerta

dovrei insomma guardarmi intorno senza accontentarmi della vista

dovrei muovermi come se cercassi qualcosa che non so in una terra muta

La promessa

Non ti ha colto impreparato,

quando il fulmine

è balenato, albeggiava

e nessuno passava.

Sembra

Sembra che, qui come sono, seduto al tavolo, davanti al pc, con le dita che incombono sulla tastiera, stia pensando a cosa scrivere. È una pretesa senza conseguenze, io non sto pensando, io mi sono solo gettato in un teatrino interiore in cui cerco di districarmi, fra personaggi, scene e complementi… C’è poi un livello superiore che filtra tutto a fini oscuri.

La lettura

La lettura di Documentalità, di Maurizio Ferraris, è per me peculiarmente impegnativa.

L’impegno peculiare sta in questo, che Ferraris intende offrire al lettore una teoria del mondo così com’è, con tutto – ma proprio tutto, se possibile – quello che contiene.

Il mio peculiare impegno, insomma, leggendo Ferraris, è fare posto, teoreticamente, a tutti quegli oggetti, perlopiù sociali, che rompono tanto le palle nella vita quotidiana.