Se la poesia è uno struscio

di Pierluigi Rossi

Se la poesia è uno struscio,

e c’è struscio e struscio (il dolce,

il violento, l’incerto, il bizzarro,

l’elegante, l’impotente,

il focoso, il viscido,

il liquido, etc.) –

 

La cosa, in effetti, va così,

che si scrive perché c’è un problema.

Si rompe la macchina e ripararla costa

uno stipendio?

Ecco che si scrive.

Si perde il Referendum?

Ecco che si scrive.

L’amore finisce?

Ecco che si scrive.

Si muore?

Ecco che si scrive.

 

La differenza fra poesia

e lagnanza, poi,

sta in quella specie di contrattempo

(come altrimenti chiamarlo?), per cui

l’accento errante va a piazzarsi

non sul merito ma sul mezzo.

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