Non sono qua che aspetto un passaggio

di Pierluigi Rossi

Non sono qua che aspetto un passaggio,

piuttosto, direi

che mi muovo fra macerie care.

 

Chiamalo pure “vizio dell’indugio”,

cosa che tocca

sempre al piede in due scarpe.

 

Leggerezza e sottovalutazione

dei sintomi

stimolano renitenza e diserzione.

 

Volentieri si annega nell’inconcludenza

wagneriana,

ogni dettaglio incarcerato e corazzato.

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