Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Mese: dicembre, 2015

È una sensazione vaga

È una sensazione vaga

ma inattesa quel tanto

da suscitare magicamente

il sospetto del “portoghese”.

 

Essenziale testardaggine

dello Straniero (sempre parlando

di Personaggi), sicché è impossibile,

per trovatori, menestrelli, cantastorie,

affabulatori e star, escludere

l’evenienza del contatto.

 

(L’ultima ipotesi

è la più convincente, sostiene,

con un colpo di scena,

che è un compagno di viaggio,

non incluso, per motivi

da chiarire, nell’elenco.)

Il buio ha sopraffatto gli ultimi

Il buio ha sopraffatto gli ultimi

eroici combattenti –

la vita residua

dei germi e dei batteri

nei cadaveri e nel fango

non impressiona più di tanto

il vincitore, che apre

e stira le ali.

Un sospiro di sollievo

L’essere umano tira

un sospiro di sollievo

quando riconosce nel fenomeno

una regolarità e la isola

e la combina. Fanno piacere

le facce note, a semicerchio,

intorno al Trono.

Fa piacere, in particolare,

la contiguità indifferente,

sterile di motivi di interesse

e generosa d’oppio benedetto.

Arrivi? Non arrivi?

Arrivi? Non arrivi? –

Non arrivi, ok, ma allora

che faccio, aspetto

che arrivi?… E quando

credi…? –

 

E perché non facciamo invece

che io vado per i fatti miei

e tu, senza fretta, arrivi

quando arrivi, anche

molto tardi?

Alberto Arbasino

La poesia, infatti, come tutto ciò che è artificio, detesta la realtà; è nemica della Natura…

 

Alberto Arbasino, Wystan Hugh Auden, in Sessanta posizioni, Feltrinelli, 1971, p. 39.

Quello che c’è

Quello che c’è

fra un punto fermo

e una maiuscola,

fra una fine

e un principio.

 

Vengono facili, al caso, le parole

che hanno il prefisso inter

(-vallo, -regno, -mezzo, -faccia).

Una terra di nessuno, senza popolo

né legge – a proposito, e il popolo?

 

(Intanto, senza

popolo,

non c’è pop,

il che dovrebbe

preoccupare l’indotto.)

Perde concretezza

Perde concretezza, si dis-

incarna. Un mucchio

di spoglie residue

finisce in bocca all’alluvione

macinatrice – e sul pelo

della carneficina,

levita il Verbo.

Avessi il sangue bollente dei mammiferi

Avessi il sangue bollente dei mammiferi,

penserei che la poesia

mi succhierà la vita;

ma siccome il mio sangue

è quello freddo

dei rettili e dei pesci, penso

che mi ustionerà soltanto.

Sul suo conto gira la voce

Sul suo conto gira la voce

che voli alto, addirittura

troppo, e

che lo spettacolo

sia perciò insoddisfacente

e perfino imbarazzante, visto

così da sotto.

La festa letteraria

Fiesta, of course, per cominciare.

Ma non ci sarebbe competizione
con Sotto il vulcano, se quella raccontata
da Lowry fosse davvero una festa
e non invece, da capo, l’esilio.

I cocktail party del Grande Gatsby, purtroppo,
sono inquinati
dalle esperienze sur-
dimensionate del lustrino.

Per la festa infantile, più
che Pinocchio,
Pippi Calzelunghe.

Per la “festina”, invece, ecco
Una questione privata, con tanto
di grammofono,
“lenti”,
whisky
e, mi sembra, baci.