Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Mese: novembre, 2015

Rodeo di riflessi

Forse l’unico modo per allungare sulla Follia

è smettere le stampelle che illudono di stare eretti.

Molto meglio insomma un rodeo di riflessi

che muova il pavimento, le pareti, il soffitto

e per la prima volta nella vita, finalmente, accenda

la paura di impazzire. Dieteticamente, allora, largo

ai paradossi, spiagge tanto esotiche quanto poco

tattili, dove rumina e rosica la risacca gnoseologica.

Si, l’unico modo, forse, è impazzire per davvero.

(Anche solo dubitare di equivocare

rende necessario spendere due parole.)

Aldo Busi esige fiato

Aldo Busi esige fiato, molto fiato, il fiato che perfino un maratoneta di primo livello, applicato all’impresa, farebbe fatica a cavare. Diversi elementi concorrono: la frase lunga, rigogliosa di subordinate, gli incisi anche fuori scala (nel senso che potrebbero valere dieci volte la principale), l’abbondanza e la densità di concetti e riferimenti, e qualche estrema (ma molto estrema) ellissi per consigliare di pesare l’innamoramento.

Mini romanzo. Giorgio #71

Giorgio non avrebbe potuto affermare senza imbarazzo di non essere in ansia per l’impresa dell’indomani. Era convinto delle sue intenzioni e in ogni caso non si trattava di paura. Sì, era un’ansia tutta professionale di santità.

Qui, con questo

Qui, con questo

bagaglio d’ansia e goffaggine

che non so spiegarmi,

gettato attrezzato di contesto

iperdefinito e set simbolico

strutturato, e implicato

da tutto quanto

mi passa per la mente – perfino,

per dire, dal tricloro-

benzene, forse in ragione

di una modalità sconosciuta

di negazione, o forse

perché le bestie hanno fame.

Illeggibilità

Quante “opere letterarie illeggibili”, tutto sommato. Si possono distinguere quelle:

a) che sull’illeggibilità ci scommettono (poche ma spesso geniali);
b) che credono in un minimo d’illeggibilità come garanzia di savoir savoir (queste non sono poche ma sono patetiche);
c) che l’illeggibilità, palesemente, la subiscono (e queste sono tante, imbarazzanti, tristi).

Nichilismo, bombe, app e ops

Quello che il nichilismo fa a pezzi, essenzialmente, non è il corpo, non è l’architettura, non è l’istituzione – anche, sicuro, ma non essenzialmente, e infatti questi casi sono solo un’approssimazione sempre insoddisfacente all’essenza. Il nichilismo non fa a pezzi neanche la verità perché la verità è in pezzi già da almeno due secoli. La questione all’ordine del giorno, ovvero quello che il nichilismo oggi giudica prioritario fare a pezzi, è il limite.
Allo scopo, niente come la Tecnica, che i limiti non li soffre proprio.

Mini romanzo. Rafficare #70

Qualche ora prima l’indiziato aveva sceso le scale con qualcosa di ingombrante e urtato con violenza il portone d’ingresso – ma, uscito, aveva evidentemente anche notato l’accensione delle luci del vano scale. Perciò, poi, era tornato col kalašnikov e aveva rafficato un po’ a caso le finestre del secondo piano.

Il cappello

Non credo nella natura religiosa della contrapposizione fra Occidente capitalistico e fascio-islamismo. L’islamismo, semplicemente, vuole mettere il cappello sulle sofferenze dell’umanità svantaggiata e oppressa. D’altro canto, il modo che L’Occidente ha usato e usa normalmente, per risolvere queste crisi dovute all’esclusione dalla Festa, è il denaro, il finanziamento, l’investimento, un modo che ha funzionato e funziona spesso ma non sempre. Il limite è il principio del profitto: per prevalere, il sistema deve cedere potere alla Tecnica ma insieme, così, arretrare, appunto, sul principio. La Tecnica è il simbolo eccelso del rimedio. Lei se ne frega del profitto e della penuria, Lei produce scopi e scopi a mezzo di scopi.

Non si sa chi parla

Non si sa chi parla,

effettivamente, quando

qualcuno parla. Certo,

ci si può accontentare

di una carta d’identità

purchessia, e perfino dell’auto-

certificazione, sono scelte

e insieme prove a carico –

non occorre riconoscere

alcunché per avvertire

i contraccolpi e poi pagare

rate a vita.