Poesia russa

di Pierluigi Rossi

Nella poesia russa l’argomento è toccato in questo o quel verso, e poi il poeta passa ad altro: avviene raramente che l’argomento occupi un’intera poesia e ne formi l’ossatura. Argomenti e concetti, quale che sia la loro importanza, sono soltanto materiali, come le parole, e sono sempre lì a portata di mano. La lingua ha un nome per ciascuno di essi, e il poeta è colui che ha il dominio sulla lingua.*

 

Magari male, ovvero senza vibrazioni simboliche – però è quello che faccio anch’io quando metto insieme un po’ di parole a ritmo. Mi piace (pardon) passare di palo in frasca. Certe volte non sono convincente; molto più incredibile, però, è le poche volte che lo sono, quando, cioè, la prima associazione è quella giusta e fortunata perché la riconosco e la eleggo immediatamente. Il rischio evidente è l’effetto Frankenstein.

 

*Josif Brodskij, Fuga da Bisanzio, Adelphi, 1987, traduzione di Gilberto Forti, p. 75, nel pezzo su Mandel’štam.

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