Lettera al lettore

di Pierluigi Rossi

Non funzionerebbe se dovessi ricordarti ogni volta
che il vero valore verbale è il sottinteso.
Il meglio sarebbe radiografare parola per parola,
leggere nel testo un palinsesto – qualcuno
nel suo piccolo ci prova, credi.

Non funzionerebbe nemmeno se volessi farmi
vivo una volta al mese – per dire. Non avrei
niente per le mani, manco una via d’uscita. La modernità
soccorre per automatismi: dato questo,
quest’altro, dato quest’altro, quest’altro ancora.

Saresti costretto a leggere come passando
di occasione in occasione, a piedi nudi, il pantalone
arrotolato fino al ginocchio per non schizzare il tweed.
Posso sempre permettermi di pensare tutto il male
possibile del mondo, basta solo

non assuma quel male a giustificazione
delle mie defaillance. Dico effettivamente
una cosa incomprensibile: Il vero
non mi riguarda, decido e pago
. Un altro
problema è questo del soggetto, che deve, in qualche

modo, rappresentarsi la sua relazione con l’intero.

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