Quattro descrizioni del mare

di Pierluigi Rossi

1

La risacca è più energica e spumante.
Fino a venti metri dalla spiaggia, ha le gobbe
dolci di un’onda lunga; oltre, come ieri e l’altrieri,
è una tavola. Strano, sembra quasi suggerire
la solubilità delle descrizioni in atto, ovvero,
il radicale continuum di qualsivoglia
palpito, piegatura, trafilatura,
rettifica, calcolo.

2

Ogni manifestazione è prima di tutto una chiosa
alla realtà, quanto serve, il kit necessario. È la sua
natura di lente, un po’ ottica, un po’ tattica,
un po’ tettonica. A lungo andare,
fra abrasioni sui faraglioni, carezze della rena
e frantumi d’iceberg, vestaglie e negligé
escono di scena con gli attori.

3

La battima deformata
è il sintomo di un respiro
più profondo, forse addirittura
di un sonno incuboso. Torna
e sarai perdonato. L’at-
traversamento ri-
velerebbe una buona
disposizione alla colpa in-
condizionata, con tanto
di debito e corvée.

4

Le famiglie numerose arrivano in spiaggia
col piglio (dai minori ai genitori
ai nonni) di chi è investito
di un compito solenne.
Non si perde tempo. I bambini
subito si spogliano, mamme
e nonne, appoggiate borse
e borsine, ungono spalle e braccia
di figli e nipoti, padri e zii
piantano ombrelloni,
gonfiano salvagenti.

Annunci