Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Mese: luglio, 2015

A te, intorno a te #1

Ci speri – dillo – nella voce

che ti traduce, dalla punta dei piedi

alla punta dei capelli.

Gradisci – parla – l’assedio

studioso che ti mozza il fiato,

indigeribile ma anche

indimenticabile, così sul pezzo,

da avvoltoio.

Annunci

A te, intorno a te

Dici che vorresti essere

flatus vocis – Certo, i tempi

del decadimento

si allungherebbero…

Con azzeramento sostanziale, altresì,

di rogne… Pensi

che è un affare – Ricontrolli e tutto

torna. Eppure sai benissimo

che è un errore e compi

un’impresa, a tuo modo,

scommettendo

contro te stesso.

Occidente vs IS

L’Occidente (Mondiale Globale) è più forte dei suoi nemici attuali, in particolare, dell’islamismo dell’IS. Per vincere a mani basse, però, l’Occidente dovrà affidarsi di più alla Tecnica, favorito in questo – a differenza, appunto, dell’IS – da valori in sfacelo da almeno due secoli.

Il contenuto

Per parlare di me (essendo questo
il contenuto a mia disposizione)
devo tradurmi in qualcos’altro. Amore,
congiuntura, romanzo,
poesia, pagina, post,
tweet, gatti, gallina.
…un’idea come un’altra, amo-
rosamente macinata
da una mischia sororale possente…

Il contenuto di me-soggetto
è il mio mondo, un vero
mondo, col suo universo e i suoi punti,
le sue costanti, le sue singolarità, perfino
quella certa piega
evoluzionistica, e poi un oscuro GBC
(Grande Bivio Culturale) e via così;
formula unica di contratto: ab-
bonamento, sorry.

Di sicuro, io e il mio contenuto
abbiamo e abbiamo avuto
relazione con l’evidenza (sempre supposta,
cioè creduta) del divenire, ma prima ancora
abbiamo relazione col concetto di
universalità
doppio sorry.

Ciò che rende credibile e dunque
possibile l’individuo
è che valga come abstract della specie.
Certo, su questi temi,
non c’è niente di pacifico
e i pochi muri
rimasti in piedi
sono tutti concupiti.

Mini romanzo. Walseriana #63

È bello tutto sommato, finito il lavoro, tornare a casa, mettersi comodi, aprirsi una birra, accendersi una sigaretta e finalmente scoprire di essere senza parole. Sì, in fondo, malgrado il male che fa, è bello perché basta ripensare al giorno prima per svalutare e apprezzare, in pari tempo, la scoperta.

Cosa scegliere

Cosa scegliere,

fra il no greco al referendum sull’austerity,

il mare accecante

e i sommovimenti intimi sempre in atto?

Ecco! Dando per scontato

che spetti a un soggetto

dirimere la questione,

scegliendo, appunto – ovvero,

scartando la via più facile,

cioè la possibilità

che se la vedano

fra loro gli argomenti, senza

rompere tanto i coglioni

a chi è solo per tenere

insieme tutto quanto.

Quattro descrizioni del mare

1

La risacca è più energica e spumante.
Fino a venti metri dalla spiaggia, ha le gobbe
dolci di un’onda lunga; oltre, come ieri e l’altrieri,
è una tavola. Strano, sembra quasi suggerire
la solubilità delle descrizioni in atto, ovvero,
il radicale continuum di qualsivoglia
palpito, piegatura, trafilatura,
rettifica, calcolo.

2

Ogni manifestazione è prima di tutto una chiosa
alla realtà, quanto serve, il kit necessario. È la sua
natura di lente, un po’ ottica, un po’ tattica,
un po’ tettonica. A lungo andare,
fra abrasioni sui faraglioni, carezze della rena
e frantumi d’iceberg, vestaglie e negligé
escono di scena con gli attori.

3

La battima deformata
è il sintomo di un respiro
più profondo, forse addirittura
di un sonno incuboso. Torna
e sarai perdonato. L’at-
traversamento ri-
velerebbe una buona
disposizione alla colpa in-
condizionata, con tanto
di debito e corvée.

4

Le famiglie numerose arrivano in spiaggia
col piglio (dai minori ai genitori
ai nonni) di chi è investito
di un compito solenne.
Non si perde tempo. I bambini
subito si spogliano, mamme
e nonne, appoggiate borse
e borsine, ungono spalle e braccia
di figli e nipoti, padri e zii
piantano ombrelloni,
gonfiano salvagenti.

A poco più di un’ora dal rientro

A poco più di un’ora dal rientro

(scaricati, cioè, bagagli e acquisti,

soprattutto alimentari, messo in frigo

quel che bisogna, aperte

porte e finestre, data

un’occhiata allo stato

di animali e vegetali, finalmente

spogliati e fatta

una doccia) – sediamo, fumando,

chiacchierando, bevendo

birra slovena fredda

al punto giusto.

Quando sono in vacanza

Ritorno regolarmente, quando sono in vacanza,

a domandarmi la ragione del relativo silenzio

che c’è – malgrado, questo è il bello, il chiasso

che fanno persone, luci, animali, piante, cose.

 

Se è vero, però, che la vacanza è una forma

di assenza dalla qualsivoglia scena, e presenza,

per conseguenza, sulla qualsivoglia altra,

vedo bene che è una storia di pacchi.