Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Mese: maggio, 2015

Buon compleanno!

A Marta

 

Spero in una zona di alta pressione

sul tuo pezzo di mondo, con temperature

fra i venticinque e i trentacinque

gradi almeno. (E capisco

che non posso pretendere

che anche l’Atlantico sia un brodo.)

 

(PS: ho aggiunto al mazzo il caprifoglio,

la forsizia, la primula, il convolvolo,

il lillà

e, più genericamente, il fiore

e, furbescamente,

una Dedica al Lettore…

poi ti spiego. 1bacio)

Marea

Quella cosa, che evito di nominare

ma che paragonerei

alla marea, sale – quanto meno,

è percepibile un effetto

mumble-mumble, una forbice

fra sfrigolio e bollore.

 

Il brutto è che il movimento

cede energia all’insieme

cosiddetto “degli storni”, sicché,

quelle che sembravano morte vestigia

simboliche, di punto in bianco,

sono un’eruzione.

 

Nel momento in cui scrivo,

non mi vengono in mente

fiori a 6 petali, scommetto, però, che,

se smetto di scrivere

e mi concentro, qualcosa

salta fuori…

Sui tavoli, sulle panche

Sui tavoli, sulle panche, teste,

boccali, piatti, mani, smartphone –

e cuoco e cameriere, issati

in cima alla pila,

offrono il fegato

all’aquila domestica.

Non sai mai se è un merlo

Non sai mai se è un merlo

o una cincia, senti queste jam-

session che sembrano

tranquille conversazioni criptate

in altezza e timbro.

Risalta soprattutto la diligenza

e il senso del dovere

e dell’onore, non c’è altro che spieghi

così bene come il prati-

cabile stia in piedi.

 

Il gradino accanto non è un gradino

ma un piano d’appoggio

per la macellazione. Si capisce

dalle piastrelle.

La torre

L’ufficiale ci dormiva, si svegliava

alle 5.30, faceva toletta

e colazione e accoglieva,

alle 7 in punto, gli impiegati

dei servizi segreti. Lui

si ritirava a leggere un libro,

scendeva solo per andare

dal tabaccaio. Soprattutto,

però, per non tornare più.

Una specie di ribellione

romantica, a forza, cioè,

di iris e rose.

Non fare caso alle scimmie

Mi chiedi del Tempo?

Hai impiegato un’eternità per farmi

questa domanda! Penso

che meriteresti proprio di aspettare

ancora, anche due o tremila

bilioni d’anni, sotto la pioggia…

 

Ma no, non voglio avere

esitazioni, entra, accòmodati,

prendi il tè, la tazza è rossa,

non fare caso alle scimmie, sono

dispettose, ma che vuoi,

ci tengono.

Arembì

Are rasta un ‘zz’ di riverrun

attrolungo la crede onnicinàle

acrostici affrezzati per il filolàma

 

Arembì

Diario di lettura: L’uomo che guardava passare i treni #2

Georges Simenon, L’uomo che guardava passare i treni, traduzione di Paola Zallio Messori, Adelphi, 1986, 211 p.

 

Sono arrivato a p 107 e mi sento di tirare un filo.
Kees Popinga viene a trovarsi, dopo il colloquio iniziale col suo principale Julius De Coster Jr. (che gli dà la cattiva novella della Rovina), nella situazione dello studente Raskol’nikov: misurarsi con la volontà di potenza e il superomismo. Popinga accede magicamente a questa disposizione: “magicamente” vuol che non si tratta di vendetta ma di una inspiegabile, istantanea liberazione dai vincoli morali, che gli fa come tirare un respiro profondo…

Mini romanzo. Meta #62

Sono nei guai!, urla il personaggio, ma purtroppo la trama sembra ignorare il suo grido d’aiuto e, anzi, destinarlo senz’altro al sacrificio – tanto per capirsi, quello che può decidere di una trasferta decennale costosa e impegnativa.

Mini romanzo. Home and mom #61

Uscì di casa alle dieci di sera, dopo che per tutto il giorno si era comportato stranamente, rifiutando l’ovvio e alzando la voce in caso di insistenza. Sua mamma, con cui viveva, si era rassegnata, alla fine (e per fortuna), a non capire.