Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Mese: dicembre, 2014

Il culto

Nel tempo in cui il Comandamento era Nessun Limite, fu presto documentata la sopravvivenza del concetto (leggi: fase finale dell’estinzione) in forma di culto – il limite, cioè, fu divinizzato. Si rinvennero infatti elementi di scena tradizionali: un luogo, in qualche modo deputato (edifici ad hoc come pure modesti ambienti di servizio, anditi, corridoi), l’altare (are di pietra ma anche semplici sgabelli, tavolini, valige, scatole), e, ‘n coppa, il simbolo (oggetti quotidiani qualunque e poveri, una chiave, un piatto, un accendino, un post-it).

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Arriva con la sacca delle mazze da golf

Arriva con la sacca delle mazze da golf

in spalla. Tutto intorno al televisore, i muri

stanno in piedi, come da almeno

sessant’anni in qua. Niente, nelle intenzioni

della regia, deve ancora lasciar trapelare

indizi di un pericolo imminente. Stando

anche solo alla fotografia, è in tutto

e per tutto un interno notte, tre

le fonti luminose: piantana in parte

al divano, tv, luce esterna. Il mix

ha la tonalità dell’oro bianco

ma senza costi per la Produzione.

Breve dialogo fra Tecnica e Uomo

(T. è impersonata da una capra e U. da uno scarafaggio, il che significa che la prima sta qualche gradino più su del secondo e domina.)

 

U: È finita la carta igienica.

T: Toh (la capra allunga allo scarafaggio uno smartphone), lancia l’applicazione.

 

U: E poi ci sarebbe…

T: Tranquillo (la capra porge allo scarafaggio una scopa), lascia stare, meglio questa.

 

U: Ho capito… Sono impaziente?

T: Uno scopo ti dà da mangiare, uno scopo ti autorizza, attenzione!

 

U: Qualunque scopo!

T: Bravo. E adesso guarda qui (la capra consegna allo scarafaggio un vetro colorato).

 

U: (Lo scarafaggio prende il vetro e se lo passa sulle antenne) Bello!

Leopardi

Leopardi

rileva che limitare

la visuale stimola

 

l’immaginazione affinché*, da sé,

allestisca

fondali d’infinito.

 

Poi, ecco, viene in mente Edipo

Cecato – buio in cambio

di verità?

 

 

*Non usavo “affinché” da quanto?

Gottfried Benn

E allora viene Nietzsche e incomincia il linguaggio, che non vuole (e non può) altro che fosforeggiare, luciferare, rapire, stordire.

Mettersi in posizione di ascolto

Mettersi in posizione di ascolto

non sempre ripaga con l’offerta di un enigma.

Sembra una specie di insulto alla buona

volontà, in realtà si tratta di un equivoco

suscettibile di ricavi secondari

significativi. Come, per esempio, percepire,

invece della solita musica, il tono

muscolare della postura.

Attraverso

La città ha un fiume

che l’attraversa. E un ponte

romano che attraversa il fiume.

E una cifra di turisti

che attraversano il ponte.

Divina

Uscivi dal mare fremente

(of course)

e anche un po’ radente

(molto meno of course)

ma senza lingerie e questo

era un handicap per te

che dovevi fronteggiare

il diluvio di lemmi

perugina e l’up to date

implacabile delle sfumature

di rigore.

 

Murales #9

merda

(Gli Insulti al pubblico, da molto prima del testo del 1966 di Peter Handke, sono un’invenzione del dadaismo, variamente sviluppata in seguito e ormai diventata tradizione.)

Mi ricordo benissimo

Mi ricordo benissimo

i barbagli sulla Mean Street

deserta. C’era l’eterna brezza

del controsenso, che alzava la cara

polvere. Spazio riservato

(anche per gentile concessione

dello sceriffo) a Naughty

e a me, Lazy. Il tempo, malgrado

i postumi, non pesava. Sentivo

filtrare il sudore sotto

il fazzoletto verde-fucsia. Lo pensavo

gocciare sul capezzolo – e così

fu.