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di Pierluigi Rossi

Casa mia, per ragioni che mi sono ignote, momentaneamente non è abitabile. Ci sono venuto con papà solo perché lui ha qualche faccenda da sbrigare (forse c’è anche mio fratello), e intanto che è impegnato esco. Mi ritrovo su un campo da basket, dove c’è un gruppo di ragazzi che non conosco. Uno di loro mi chiede se gioco meglio a calcio o a pallacanestro. Mezzo imbarazzato e mezzo lusingato, rispondo che preferisco la pallacanestro. Credo voglia invitarmi per una partita e invece, ai suoi ordini, il gruppo comincia a fare ginnastica. Un po’ deluso, torno in casa a vedere papà a che punto è e lo raggiungo in cucina. Qui c’è un mobile-frigo da gelateria, ma più piccolo, col portello in vetro che si apre dall’alto. Dentro, sono visibili vaschette con gelati di gusti diversi. Papà ha confezionato i vari gusti in cilindretti avvolti nella carta e li sistema su una specie di vassoio di legno. Dico: Ah, lo lasci qua (alludo al mobile-frigo), e poi domando se ha finito, e lui mi risponde di sì. Vado allora da mio fratello (che dunque c’è) e lo avviso: Dai che andiamo.

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