Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Mese: aprile, 2014

Stride lo sperpero associato al nostos

Stride lo sperpero associato al nostos.

Chissà se è il fulcro, forse

è la scheggia di uno schianto molto

precedente. C’è anche un paesaggio

ma poco terrestre, una cosa

fra il bollore e il maroso, icone classiche

di una fase down del caos.

Le mie metafore

Le mie metafore sono:

la corsa a perdifiato, sia in forma di fuga che di ebbrezza dionisiaca;

il cerchio dell’orizzonte;

il corso, il guado, i sassi asciutti;

il sistema, la rete;

il respiro, il ritmo, il canto, il suono;

il surf;

il peso;

il cavallo, il cane morto, la tartaruga rovesciata;

Sandokan, Stavrogin, Samsa (soprattutto la mela);

la dinamica dei fluidi;

la gravità, l’inerzia; etc.

Il sistema delle feste

Il sistema delle feste è questione impellente.

Schema di flussi e bacini di raccolta. Un’etichetta

indelebile, applicata a ogni soluzione,

ricorda al fortunato

di turno dove si trova

e a chi o a cosa

lo deve. Da queste parti, è vitale

la misura della gratitudine.

Il punto, da queste parti, è l’equivalente,

cioè il modo ausiliario d’incrociare

i corsi e i ricorsi nell’immobilità

degl’organi – Ah, i ricordi! Vengono

in mente vicoli ostruiti da immondizie,

relitti e macerie. O tovaglie di carta, a scacchi

bianchi e rossi, che panneggiano per scherno

le vittime. O l’inerzia

gelatinosa del brano

di fresca o freschissima escissione.

Nei momenti migliori

Nei momenti migliori, si ha fede (pardon)

nella scioltezza del vaticinio, in quelli

peggiori, nella diligenza combinatoria.

 

Ogni considerazione sulla verità

di questa contrapposizione è inane. Chi,

potendo farlo regolarmente remunerato e assicurato, non

 

farebbe il pazzo tutta la vita?

Il vento si fa notare

Il vento si fa notare, butta

giù più volte la plumeria in vaso, sforza

e scuote dieci metri di gronda

e produce un suono di tromba con sordina.

Quando si placa non

penso: È l’ultima raffica.

La sferzata è improvvisa, mentre

ingannano le chiome quasi immobili,

nelle quali vibrano appena

le singole foglie – di colpo, infatti, tutto cambia

e le masse si flettono come una cosa sola.

Vento, sole e un cielo corsaro, bianco e azzurro. Forse

che ora, col sole, piove e si sposa una zingara? – No,

è partito l’irrigamento.

 

In casi estremi non rimane

In casi estremi non rimane

che darsi alla macchia.

Meglio denunciarsi,

che illudersi, sento

dire che non è da eroi.

Rimane quel braccio

d’acqua profonda a imporre

di cercare un guado

più a monte.

 

La notte calza

La notte calza.

Un sospetto sentimento

di gratificazione invade il cielo

da oriente e da occidente, come dire

che presto accerchia. La notte

è liquida, cola sul polpaccio,

sulla caviglia, lungo il crinale

del malleolo, e infine è sparsa a terra,

una superficie egregiamente

impermeabile, che incornicia

bene l’eminenza dello spreco.

I 4 personaggi di Sotto il vulcano sono:

Lei (Yvonne),

l’Altro (Larouelle),

il Fratellastro di Lui (Hugh)

e Lui (Geoffrey Firmin, il Console).

 

Il numero 4 sta 3 volte

nel numero dei capitoli.

 

(Si ustiona in acqua,

a Dollarton, Canada,

addormentato nella posizione

del “morto”, mentre,

Margerie assente, la capanna

e un migliaio di pagine

dattiloscritte vanno a fuoco.)

Qualche volta si nasconde

Qualche volta si nasconde, spesso

pretende di parlare un’altra lingua

e di andare incontro a un fiasco

che fungerebbe da premessa

e/o condizione. Alla fine,

se è questione di naso, deve anche

assentire a una revisione cata-

clismatica della rappresentazione.

(Dicono paghi il venerdì.)

 

Neue Nationalgalerie

35 anni fa
Berlino non aveva centro.

35 anni fa
ci sono stato.

*

10 anni prima
di 35 anni fa,

nel ‘969, sorgeva (pardon)
la Neue Nationalgalerie

di Mies van der Rohe –
ancora oggi, anno domini

2014 (cioè malgrado Piano),
la più perfetta architettura contemporanea

della metropoli.
Sconvolgente epifania

classicista che rinuncia
a ogni mimetismo linguistico-

formale e punta
tutto sulla proporzione.

*

Terra (fondamenta, cemento armato), Tetto
(posato intero, prefabbricato), Trave (colonna, acciaio).