Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Mese: marzo, 2014

Vorrei essere Pancio

Vorrei essere Pancio,

qualche volta. Vorrei,

come lui, mancare di psicologia. Santo

in ogni circostanza.

Se le prende e la cosa

giustamente lo abbatte, per lui

basta che passi la notte.

Vorrei, come Pancio, essere

invulnerabile al mito.

 

Il mare è un olio

Il mare è un olio, si dice.

Affacciato sulle nuvole,

potevi chiederti:

Perché il frac? Avevi

più di un dubbio, in verità,

anche sul bastone di bambù.

Possibile,

il massimo

astrattista del Settecento europeo

che dipinge un mare calmo?! – Così

ti tormentavi. La cifra

di Braque, invece, facci

caso, è un margine bianco non coperto

intorno a pesci e frutti.

 

Se immagino di stare in un certo passaggio

Se immagino di stare in un certo passaggio

di un certo romanzo, non ho dubbi, vorrei

stare al Farolito,

nel XII° capitolo di Sotto il vulcano. Vorrei

stare seduto a un tavolo nella stanza d’ingresso per assistere

all’entrata in scena di Geoffrey Firmin

e all’avvio del suo martirio finale. Non mi perderei

una parola dei carnefici anche loro ubriachi

e non distoglierei mai lo sguardo

dalla faccia della Vittima.

Konstantin

Il Gabbiano racconta dunque del povero Konstantin,

figlio di Diva, dilaniato (pardon) da troppi dubbi

sul proprio valore. In quanto individuo, cioè, Konstantin

si considera un puro equivalente (fra parentesi,

come qui e ora). Un bel modo di isolare questo

limite nuovo dell’artista (nell’Ottocento-

novantacinque) che è lo scopo.

 

Un liquido poco viscoso

Un liquido poco viscoso

versato su un piano pende –

si spande e pende, scorre

e pende, ristà e pende.

Mini romanzo. Così parlò #35

Io, nipotino di Zarathustra, ho il piacere di dare la lieta novella: L’attualità è alle nostre spalle!

Il sentiero è comodo

Il sentiero è comodo, curato, e scende,

nella sua composizione e successione

di terra, pietre, lastre, massi, sabbia,

come un torrentello glu-gluante. L’occhio

 

ricalca il morbido coagulo di ombre

che traduce la sua pendenza. In qualche

snodo di versante, la furia degli elementi

è la traccia di una traccia.

 

Diario di lettura: Il giardino dei ciliegi #6

ATTO QUARTO

Il finale, con l’entrata in scena, partiti tutti, del vecchio maggiordomo, è un atto di accusa che, sorprendentemente, rimescola certe superficiali dialettiche fra gli altri personaggi e li accomuna senza eccezione nella Colpa.