Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Mese: gennaio, 2014

Ho fatto delle scoperte

Ho fatto delle scoperte

su di me (e dunque anche sul mondo

che mi credevo) – direi che riguardano

la voce, quella sua lucentezza innaturale e fredda,

un conflitto fra esigenze opposte: da una parte,

la funzione critica, che pretende

il coraggio e cerca la zuffa, dall’altra,

la funzione inerziale, con la sua miseria che però

è anche la sua ricchezza. Convocherò

a un tavolo il pezzo di carne e la mente,

che se la vedano loro – uffa.

 

Cosa m’inventerò

Cosa m’inventerò, adesso, per confermare lo stallo?

Potrò ancora (ancora?!) azzardare un saggio

distacco verso la qualsivoglia implicazione, come

farebbe, p. es., l’operatore coi capricci di un’operazione?

Un sospiro, nel caso, non di più, e via, di nuovo

all’attacco, a macinare risultati e produrre scopi

e scopi a mezzo di scopi –

 

Avanti

Avanti, Problemi, coraggio, venite da papà…

Non è la volontà

Non è la volontà – e dunque non è neanche la sua pratica

né la sua cura (ha smesso presto di imbonire?).

 

Per costanza o ingenuità, il sole acceca, come

chi affermasse: Faccio ciò che faccio, oppure: Bona lé

 

per stare in gabbia, desiderare, abolire il caso.

Una certa idea di inferno, con tutti i comfort.

 

Il mio mondo fa spesso le mie veci

Il mio mondo fa spesso le mie veci.

Il mio mondo è mondo, forma

della mia prigione. Leggi e spigoli

sono l’intrusione migliore, il residuo

solido dell’affaticamento. Così, quando

devo attraversare una strada, metto

lui davanti – come una carrozzina bolscevica.

Come se

Come se –

riuscisse facile

e le regole arginassero

gli imprevisti e apparisse

lampante l’efficacia

retorica e pesasse

oltre ogni previsione

la sudditanza e rischiasse

l’evento e fosse

estate all’improvviso

in dicembre e succedesse

quello che non deve succedere

e risultasse normale

fare finta e durasse

fatica eccedere.

Non è da filosofo credere

Non è da filosofo credere.

Il filosofo pensa –

e non pensa a altro.