Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Mese: aprile, 2013

Nel teatrino interiore la scena è occupata

Nel teatrino interiore la scena è occupata

dal fantasma della colpa, realizzato con la solita

tecnica della nebbia-schermo sapientemente

illuminata. L’occasione offerta può considerarsi

una sponda efficace: qualche giorno di ferie,

la tenuta umorale transitoria, addirittura uno

o due oggetti di voluttà e soddisfazione insensate.

Va bene tutto, davvero, per allestire un incubo

che funzioni – basta l’intenzione.

In particolare, però, va molto bene proprio

l’assicurazione – la contraddizione sta nel fatto

che ogni nuovo tentativo espressivo è sempre,

ogni volta, un tentativo definitivo.

Samuel Beckett #3

Murphy cercò di convincerla che era incapace di guadagnare. Non aveva forse già perduto tutto il suo modesto patrimonio? Era nato pensionato, ecco tutto.

 

Samuel Beckett, Murphy, traduzione di Franco Quadri, Mondadori, 1981, p. 32

Samuel Beckett #2

…Celia oso suggerirgli [a Murphy] che avrebbe fatto bene a darsi a qualcosa di più rimunerativo dei misteri del suo ombelico e della volta celeste…

 

Samuel Beckett, Murphy, traduzione di Franco Quadri, Mondadori, 1981, p. 32

Samuel Beckett #1

Devo mordere la mano che mi affama, perché mi strangoli?

 

Samuel Beckett, Murphy, traduzione di Franco Quadri, Mondadori, 1981, p. 31

La casa è aperta

La casa è aperta, senza muri

ma con un tetto,

sagomato un po’ alla Wright, che proietta

a terra il suo perimetro curioso.

All’occorrenza, per parare

la bava, è possibile installare

fra i pilastri quinte anche

serpeggianti o spiraliformi,

ma col bel tempo basta

appendere lenzuola colorate

a capriccio. Le stagioni sono

quattro, nessuna agevolazione.

Lo stile è odoroso

Lo stile è odoroso –

prima della mente,

ci arriva il naso.