Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

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Stai sbagliando

Stai sbagliando, lo sai

ma non ti frega di appurare

cosa. La tua attenzione

si concentra sulla lubrificazione,

ne gusti l’efficacia associativa

e ti accontenti, ti basta

e neanche ti vergogni.

Potresti senz’altro campare

mille anni scandalosamente.

D’altronde, cosa sono mille anni?

Occidente vs IS

L’Occidente (Mondiale Globale) è più forte dei suoi nemici attuali, in particolare, dell’islamismo dell’IS. Per vincere a mani basse, però, l’Occidente dovrà affidarsi di più alla Tecnica, favorito in questo – a differenza, appunto, dell’IS – da valori in sfacelo da almeno due secoli.

Perché la poesia lirica

Perché la poesia lirica è invulnerabile?

Perché c’è ancora, perché continua

a esserci? Perché non si arrende,

finalmente, alla montagna di plastica

immortale che ha prodotto

direttamente in forma di rifiuto?

Perché rinasce sempre come la coda

della lucertola? Solo per sostenere

la cioccolateria? No, naturalmente.

Qualcuno parla di “metodo”

Qualcuno parla di “metodo”, io preferisco “chiave”.

In fondo, non si tratta di tutelare l’accesso?

Un sistema di localizzazione molto migliore degli attuali

dice che la bambina è appena uscita di casa

e il tempo è sufficiente per digerire la nonna.

Il contenuto

Per parlare di me (essendo questo
il contenuto a mia disposizione)
devo tradurmi in qualcos’altro. Amore,
congiuntura, romanzo,
poesia, pagina, post,
tweet, gatti, gallina.
…un’idea come un’altra, amo-
rosamente macinata
da una mischia sororale possente…

Il contenuto di me-soggetto
è il mio mondo, un vero
mondo, col suo universo e i suoi punti,
le sue costanti, le sue singolarità, perfino
quella certa piega
evoluzionistica, e poi un oscuro GBC
(Grande Bivio Culturale) e via così;
formula unica di contratto: ab-
bonamento, sorry.

Di sicuro, io e il mio contenuto
abbiamo e abbiamo avuto
relazione con l’evidenza (sempre supposta,
cioè creduta) del divenire, ma prima ancora
abbiamo relazione col concetto di
universalità
doppio sorry.

Ciò che rende credibile e dunque
possibile l’individuo
è che valga come abstract della specie.
Certo, su questi temi,
non c’è niente di pacifico
e i pochi muri
rimasti in piedi
sono tutti concupiti.

Specchiato

Una cosa alla volta, finisci

per ammettere, consegnandoti

consapevolmente al luogo comune.

Forse, il progetto (per te comunque

inaccessibile) che sta dietro a questo

“incidente” è la pazienza,

un concetto, oggi, 2015

d. C., obsoleto, secondo

i testimoni – tutti in errore.

C’è perfino compassione,

nella prodigalità esistenziale

della pura sopravvivenza,

ma neanche l’economia o la psicologia

la sanno descrivere e contabilizzare.

Ti resta sempre il sospetto di essere

solo un cronodipendente.

Si fa finta di parlare di qualcosa di finto

Si fa finta di parlare di qualcosa di finto.

Per questo, occorre abusare di poche parole.

Il tema è sempre, più o meno, enucleato.

In ogni caso, si passa per stilemi.

Lì, c’è scritto tutto, basta leggere.

Perdere l’innocenza

Estrema mediazione:

È vero o falso che pensare la Storia

come un territorio ben presediato, per quanto

non ancora, perfettamente,

inaccessibile al caso disastroso, significa,

ipso facto, perdere l’innocenza?

(Spuntare “vero” e dolere.)

Mini romanzo. Walseriana #63

È bello tutto sommato, finito il lavoro, tornare a casa, mettersi comodi, aprirsi una birra, accendersi una sigaretta e finalmente scoprire di essere senza parole. Sì, in fondo, malgrado il male che fa, è bello perché basta ripensare al giorno prima per svalutare e apprezzare, in pari tempo, la scoperta.