Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

La circostanza

Quando, per le concause accreditate,

bisogna divagare: mettiamo

che si giochi, mettiamo

di cadere prigionieri, mettiamo che Lei

(non nominiamoLa) rimandi oltre

ogni limite la fioritura.

 

C’è la traccia intestinale,

sul bordo lastricato ma anche sul prato.

Presto o tardi, a qualcuno

o a qualcosa, parlerà – magari dopo

il buio e la tempesta

e parecchi altri binomi.

Sui tavoli, sulle panche

Sui tavoli, sulle panche, teste,

boccali, piatti, mani, smartphone –

e cuoco e cameriere, issati

in cima alla pila,

offrono il fegato

all’aquila domestica.

Può stare fra la battuta di caccia

Può stare fra la battuta di caccia

e il sopraluogo di routine –

qualcosa, insomma, che preveda

la possibilità di restare

o tornare a mani vuote, essendo

sufficiente una svelta verifica

delle ipotesi accantonate

ma sempre indomite.

Non so che cosa cambierebbe

Non so che cosa cambierebbe, se invece

ci fosse il sole. L’insiemistica patisce il test,

ha il fiato grosso, non è accertato,

soprattutto, se il delegato abbia fatto

colazione con wurstel e cren, oppure

pescando uova strapazzate

da un calderone, quel sabato mattina.

Sono nato pronto, dice quello, alla radio.

So che il significato non è così importante,

che, se proprio, tura una falla.

La notte mette le ali

La notte mette le ali, le ali

battono, le battute inchiodano, l’in-

chiodatura tiene

il tempo, il tempo accoda oppure

coreografa, coda e coreografia, d’amore

e d’accordo, incantano.

Questo non è un cesso

(se Magritte optò per la pipa,

si deve al fatto che, avendo

Duchamp scelto, trent’anni

prima, l’orinatoio, non gli sembrava

il caso di insistere

col water – e, insomma, sparigliò)

Non sai mai se è un merlo

Non sai mai se è un merlo

o una cincia, senti queste jam-

session che sembrano

tranquille conversazioni criptate

in altezza e timbro.

Risalta soprattutto la diligenza

e il senso del dovere

e dell’onore, non c’è altro che spieghi

così bene come il prati-

cabile stia in piedi.

 

Il gradino accanto non è un gradino

ma un piano d’appoggio

per la macellazione. Si capisce

dalle piastrelle.

La torre

L’ufficiale ci dormiva, si svegliava

alle 5.30, faceva toletta

e colazione e accoglieva,

alle 7 in punto, gli impiegati

dei servizi segreti. Lui

si ritirava a leggere un libro,

scendeva solo per andare

dal tabaccaio. Soprattutto,

però, per non tornare più.

Una specie di ribellione

romantica, a forza, cioè,

di iris e rose.

Non fare caso alle scimmie

Mi chiedi del Tempo?

Hai impiegato un’eternità per farmi

questa domanda! Penso

che meriteresti proprio di aspettare

ancora, anche due o tremila

bilioni d’anni, sotto la pioggia…

 

Ma no, non voglio avere

esitazioni, entra, accòmodati,

prendi il tè, la tazza è rossa,

non fare caso alle scimmie, sono

dispettose, ma che vuoi,

ci tengono.

Arembì

Are rasta un ‘zz’ di riverrun

attrolungo la crede onnicinàle

acrostici affrezzati per il filolàma

 

Arembì