Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

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La buona intenzione

La buona intenzione è scansare

la stretta cogenza biografica

(problema, ossessione, rogna, dolore), 

per ampliare il teatro delle operazioni –

anche ballando forte

fra strutturalismo e metabolismo.

Sala della Gloria

Entro e vedo subito, leggermente decentrato sulla destra, Luca, lo raggiungo e mi siedo in parte a lui. Arriva anche Gabriele, che non vedo da tantissimo, e si siede nella fila dietro. A sinistra di Luca, all’estremo della fila, c’è una donna, direi vicino alla sessantina, con un bel naso importante ma arrotondato e l’ovale del viso che mi fa pensare a ***, attrice degli anni Settanta-Ottanta… Qui accade, però, qualcosa di strano.

Saltano in qualche modo le presentazioni, e, un momento dopo che la donna si è alzata e se n’è andata, qualcuno dice:

È Franca Grisoni…

Franca Grisoni!?… Ma torna? – chiedo, preoccupatissimo. Mi rassicurano.

Franca Grisoni torna, infatti, e io posso dirle, facendo parecchia fatica perfino a pronunciare il suo nome, che sono un suo fan sfegatato.

Bene, alla fine, sono riuscito invece a non dire il motivo per cui tutti – io, Luca, Gabriele, Franca Grisoni – eravamo lì: Milo De Angelis (gli ho letto così minuziosamente la faccia, però, che posso ritrarlo a memoria).

Dentro, fuori, un po’ dentro e un po’ fuori

Dentro, fuori, un po’ dentro e un po’ fuori –

nell’oggettiva povertà di alternative,

si può durare una vita a calibrare e ri-

calibrare le percentuali, cullando così,

en passant, ingiustificate attese.

Ci si tuffano a grappoli, come in una rete,

analogie, associazioni, bordi…

 

Euforia d’abbracci

o dolcezza agonica?

Diminuendo. 3

(Attenzione: poesia in 4 puntate. Terza puntata.)

 

Metti un topo sfuggito alla super-

visione dell’attrezzista, prima, e poi

a quella del regista, o anche solo

un nugolo

di moscerini

Hai ragione a dire che non si muore

Hai ragione a dire che non si muore

più di morbillo, che ormai si vive

quasi cent’anni e che si va da Londra

a New York in meno di due ore –

complicazione e evoluzione, il tempo

che si mostrino per quello che sono,

cioè sogni. Un protocollo, alla fine,

con specificato tutto, addirittura

la marca delle mutande, un posticino

preciso, insomma, e illuminato bene –

Diminuendo. 2

(Attenzione: poesia in 4 puntate. Seconda puntata.)

 

l’ovest – si spera, in questo modo,

di avere archiviato le questioni

tutto sommato accessorie,

così da lasciare

la ribalta al grumo

o alla manciata.

Il perimetro terreno

Nessuno può giurare

sul suo funzionamento –

setaccio salva-idee, l’intero

che non c’entra, la coscienza

che se la sogna, la libertà,

piacere e dolore che sono

opportunità – invece, cioè,

che saltare da uno all’altro capitello,

impeto e empietà.

Mark #2

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Diminuendo. 1

(Attenzione: poesia in 4 puntate.)

 

Entrare in scena, se possibile,

silenziosamente: questo l’obiettivo

dell’attore vigliacco ma astuto.

Per farla breve: dietro

c’è il sud, davanti

il nord, a destra

l’est e a sinistra

L’esperienza del sub

L’esperienza del sub, che perde

la cognizione dello spazio e scambia

il sopra per il sotto – Cosa ne dici?,

ho domandato. Era

già estate, primo pomeriggio, spulciavi

la gardenia ma si capiva

che mi facevi vedere quanto

potevi farmi sospirare.