Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Nei momenti migliori

Nei momenti migliori, si ha fede (pardon)

nella scioltezza del vaticinio, in quelli

peggiori, nella diligenza combinatoria.

 

Ogni considerazione sulla verità

di questa contrapposizione è inane. Chi,

potendo farlo regolarmente remunerato e assicurato, non

 

farebbe il pazzo tutta la vita?

Omissione #3

È venuta da sinistra e ora è a tre quarti.

Ha il diametro di una pallina da golf.

Ha poche candele.

In ogni variante c’è un investimento.

Dopo il fatto compiuto, il passo successivo è ridimensionare il fatto.

 

Questi che sono giorni di cadaveri

, questi che sono giorni di cadaveri

non più cadaveri, per danzare

sulla vertigine, che poi è quando

uno lascia la presa e perde la distanza,

in un colpo il velo

e il vuoto fanno

sì che ami la resa mortale, perfetto finale, hanno

pazienza, il loro accumulo

si struttura, indefessamente ma senza

tanta fretta e anche oltre e molto oltre

le intenzioni, e così, come

affiora un palinsesto, rivelano, via

via, la mappa delle trappole,

 

In lettura: Filippo Tuena

Molto a margine – anzi, il massimo possibile (poi si capisce) – di Ultimo parallelo, di Filippo Tuena.

Manca il sommario, l’elenco dei 6 capitoli. Ho sottomano l’edizione 2013 del Saggiatore, niente da fare. C’è l’elenco delle illustrazioni, c’è una bibliografia e non c’è un sommario. Tuena non offre, così, facili riferimenti al lettore per capire a che punto della “struttura” dell’opera si trova. Il romanzo narra la conquista del Polo Sud da parte dei perdenti (cioè della spedizione britannica capitanata da Robert Falcon Scott, che raggiunse la meta alcune settimane dopo Amudsen) come una spasmodica ricerca e necessità, appunto, di orientamento (dei cinque della volata finale, gli ultimi 3, Scott, Wilson e Bowers, periscono insieme, in tenda, a poche miglia dalla base di One Ton Depot).

 

Poesia in forma di serpe

Non

l’essere umano

ha bisogno

di credere, caso

mai questo

essere umano.

 

Credere

è l’opposto

di essere.

Machét-

tecrédi?,

dice,

 

e fa il gesto

respingente.

La fede, ancorché

praticata,

è omertà intorno

all’implicito,

 

una resa

a questo crack

concettuale: il Niente -

se non fosse

per la Morte, dice,

non si capirebbe.

 

Giusto, allora,

che davanti

al Niente stia

la Potenza -

a tanto nefasto,

tanta follia.

Quando si dice

Quando si dice:

È tutto qui,

si intende che c’è una scena, anche deserta, con sopra

il suo cielo (gradita la stellata).

*

Quando si dice:

È tutto qui,

si intende, protestando ignoranza, minacciare

un gioco alchemico fra le assi, i personaggi,

gli accessori e il soffitto attrezzato.

*

Non è un’affermazione come un’altra,

anzi, funziona a rovescio – cioè, mentre,

in genere, per statuto, un enunciato

qualsivoglia proietta

o rimanda (verso alcunché), questo

lo vieta.

 

Se credi a Loro-Loro-Chi

Se credi a Loro-Loro-Chi, dovrai mollare, prima o poi,

il che significa che ciò che sei

è solo un resistere. Già questa inclinazione

all’abrasione dovrebbe farti sospettare, il fatto

è che le cose si sono indurite, e si capisce

farci un pensiero – ma uno? uno

e basta? No, non basta. La parola

“origine”,

tanto per cominciare, c’è e ha una storia.

A lungo è un motore immobile, poi si svaluta.

Serve al passato, al presente, al futuro.

Detto volgarmente, puoi sperare di trovarla

a ogni angolo di strada, o nella

ciabatta, un bel mattino… data,

eh, la sua natura.

Mini romanzo. Ritorno a Amleto #38

Forse, sono a un passo da tutto.

 

Che il cielo sia lontano non è una novità

Che il cielo sia lontano non è una novità,

al massimo un’omissione ricorrente

spacciata per un presupposto di serie.

Tuttavia, conviene, filosoficamente,

riandare all’esigenza: occorre, cioè, un cielo

(e una terra e un personaggio), perché io sia intero.

 

Anche a me

Anche a me, come in Ultimo parallelo, di Filippo Tuena, succede

di avere percezione di un compagno di avventura non registrato.

Forse una semplice sopravvivenza agonistica, oppure, e sarebbe

meglio (?), una perturbazione innocente dello scopo.