Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Oppure

Quando un poeta fa una poesia

sull’arte di fare poesie, è segno

o che è passata l’ora, direbbe Svevo, oppure

che è alla frutta, direbbe Artusi, oppure

che è al verde, direbbe Tex, oppure

che raschia il fondo del barile, direbbe Stevenson, oppure

che s’arrampica sui vetri, direbbe Spiderman, oppure

che vuole la luna, direbbe Fiordaliso, oppure

che fa finta di niente, direbbe Beckett.

Poesia-elzeviro e poesia-casa

Si può fare

una poesia a partire, come la perla,

da un corpo estraneo (una, due, tre parole)

che torna comodo intendere come tema (poesia-elzeviro).

 

Si può fare

una poesia a partire, sempre come la perla,

da un corpo estraneo (una sequenza, meglio)

che si presta a posare da prima pietra (poesia-casa).

Esistono gare di benedizione?

Esistono gare di benedizione?

A diversi livelli di complicazione, un soggetto

benedice un altro soggetto, sfidandolo

a benedirlo altrettanto e meglio.

 

Interlocuzione, illazione, intervallo.

Intervallo ininterrotto – ecco pronto

lo slogan. Folle indisponibili a non contare

sulle scelte delle multinazionali.

 

Qui intorno, i profeti li passiamo

ai raggi x.

Qualcuno si è scottato – Questo, se posso

dire, è un ultimatum.

Chimica dei sentimenti

In un aforisma di Umano troppo umano,

sulla chimica dei sentimenti come

traguardo disciplinare non ancora tagliato,

c’è la mia pietra d’inciampo in Nietzsche.

Hit

Come il musicante ha le sue hit, non si vede perché non debba valere lo stesso per il poeta. Per i maestri canonizzati non c’è problema, comincia a esserci meno anche per il Gruppo 63, ma per gli esordi successivi? Per esempio, le super hit di Valerio Magrelli? Io ne elenco almeno cinque: Io abito il mio cervello, Lo stile è la grazia, Ho spesso immaginato che gli sguardi, Rosebud (la più bella), Io cammino fumando.

Vengo da una festa

Vengo da una festa.
È passato un po’ di tempo ma non importa –
anche fosse stato
duemila anni fa, vengo

da quella festa.
Dopo, però, niente
di altrettanto radicale,
mai più così efficace

la festa. Divisione
del lavoro? Macché!
Gnommero, anzi, di competenze
e vitalismo! Tutti insieme,

impetuosamente,
generosamente, as-
siduamente – contro!
(Certo, le feste per

la luna nuova,
la mietitura, la vendemmia… Il fatto
si è che
ogni occasione è buona

per non soffrire.
La festa è fondamentalmente
contro – paura
e morte.)

C’è un brodo

C’è un brodo

e in questo brodo c’è movimento –

scontri, incontri, fiancheggiamenti.

Finché alcuni elementi

stringono legàmi.

Ecco il verso che si divincola sulla pagina.

Non c’è niente di meno

che ammuffito, negli usi linguistici.

E mutande dappertutto

Sveste l’abito dell’impiegato

e indossa quello del fuorilegge.

 

Come speroni, le ciabatte, come

deserto o canyon, libri

 

e mutande dappertutto.

Non credo che Leopardi

Non credo che Leopardi

si autoaccusi mai

d’inadeguatezza

al mondo. Non a sè

Leopardi guarda – e se pure attinge abbondantemente

ai propri ricordi, non c’è pietà per Giacomo

quanto per l’essere umano che Giacomo è.

Sulla gobba, oltre la giacca,

una lunga storia.

 

La verità è un sole – yes,

sir – e la contempla solo un cieco.

Intingo l’indice

Intingo l’indice

e mescolo un po’. Poi ritiro

il dito e sto a guardare

il mulinello. Qui termina

il compito dell’eroe e tocca

al poeta piangere.