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Poesia in posa

L’orizzonte l’hanno visto vuoto

L’orizzonte l’hanno visto vuoto

in parecchi. Qualcuno, nel frangente,

si è inventato l’attesa – giusto per noia.

A lungo andare, anche nuvole e incendi

non hanno più allarmato. Più

che a un allarme, si cominciò a pensare

a un esercizio, a un allenamento,

a una devozione salvifica, a una

categoria… – oh,

san Kant! I professori, in particolare,

hanno questa allergia.

Non so davvero perché scrivo

Non so davvero perché scrivo.

C’è un’offerta abbondante

di spiegazioni precotte, soprattutto

psicologiche, psicoanalitiche e psichiatriche -

oltre che, naturalmente, economiche.

Mai, però, soddisfacenti. Credo

dunque di dovere abbandonare la speranza

di una spiegazione all’onda lunga dell’eccedenza.

È molto più divertente il supplizio

È molto più divertente il supplizio

se applicato, non a un innocente, ma a chi già

esercitò il ruolo del carnefice. (Anche

Tarantino – Quentin

Tarantino -, per esempio, ne sa.)

In lettura: Arthur Koestler

Buio a mezzogiorno non sarebbe quello che è, se Koestler avesse pensato a una storia di persecuzione, reclusione, coercizione, da parte del Potere, di un innocente. Rubasciov, infatti, è colpevole, malgrado le estreme evoluzioni del suo pensiero – qui sta l’idea spiazzante del romanzo.

Il riferimento, poi, storico all’URSS, a settant’anni dalla composizione dell’opera, riesce profeticamente solo una metafora: dietro i panni del regime comunista, c’è il Sistema senza aggettivi, quale si manifestò, sollecitato dai successi ormai ultrasecolari del capitalismo industriale, nel Ventesimo secolo. Si può fare, suggeriva allora la volontà di potenza, di più, molto di più, basterebbe insistere sul livello sistemico… (Oggi sappiamo, dopo qualche dubbio almeno fino al 1989, che in questo riesce ancora meglio il capitalismo nella sua configurazione attuale di Occidente Mondiale Globale – rispetto a cui, appunto, a fronte di un martirio, sembra non esserci innocenza.)

L’esercito nemico in avvicinamento

L’esercito nemico in avvicinamento

non è più una foresta ma un fronte di pioggia

e il passo borchiato è un concerto

di suggestioni horror deliziose.

Un conto è rimproverare

Un conto è rimproverare

un difetto di automatismo a un software,

un altro, a un sistema culturale.

Una trama molto cara

Una trama molto cara

è il tradimento. Anche

quello del discernimento.

L’abisso di un weekend in balia di sè

L’abisso di un weekend in balia di sè

associato all’uggia di maggio.

Dietro, una massa di ingredienti ribolle,

tra un po’ sembrerà il popolo

all’assalto dell’inverno nel palazzo.

Ho il sospetto che la parola

Ho il sospetto che la parola,

per essere espressione,

debba, prima,

essere – mannaggia – funzione.

Una palpebra di nuvole regola

Una palpebra di nuvole regola

la luce. Lo stile fotografico

è pop. Tanto giallo e tanto viola

la mattina, tanto rosso e tanto

verde verso sera, tanto blu

e tanto arancione per la notte.