Pierluigi Rossi

Il peso? Dipende

Arrivai oggi

Arrivai oggi, quando patii.

Date le premesse, questo è un locus

sguarnito di geni. Mi ricordo quella volta

che vestivo leggero e uscivo dal gate.

 

Le margherite, che se fossi stato munito

di cannocchiale avrei scorto ai bordi

della pista, non mostravano

l’usura dell’imperio.

Un giorno Lui

Un giorno Lui

disse in faccia a Lei:

Non conosci

neanche il mio about!

Editor #7

Un’edizione davvero bella, in vacchetta finissima blu, pagata 150 dollari, questa la descrizione della Library of Congress:

Giovanni Witten.
La vacca, la capra e il rododendro.
Sondrio: Val Tel Li Na, 2001.
144 p. : ill. ; 30 cm.

Un centone di immagini fotografiche e disegni a biro corredato da brevi testi. Amos Garphino capiva che questo Witten era uno interessante. Sulla quarta di copertina, le note biografiche erano succinte, dicevano che facesse il malgaro e scrivesse e riscrivesse (senza nessuna intenzione di pubblicare, si sarebbe detto, se non postumo) un corposissimo trattato in versi sull’alpeggio. Niente date.

Mi tendo le trappole

Mi tendo le trappole, faccio finta di non sapere;
se mi passo davanti, faccio finta
che mi chiamano e giro la testa. Ci vuole orecchio,
se sei di Palm Springs e surfi puoi capire.

Essenzialmente, si tratta di sgambetto – anche senza “s”. Quella
specie di vocazione (diciamo così) che prende per mano e incoraggia
a rincorrere… il supplizio – Si era capito? – Un altro
alto tradimento è sviluppare le premesse.

E se voglio fare effetto, basta che dica: Sono la mia preda.

Resiste

Resiste, dietro lo stato delle cose, questa

incredulità. Certo, bisogna andarsela

un po’ a cercare – il che, tanto

per essere chiari, implica un qualche

consenso all’indifferenza verso quanto

succede. Non è questo, le parole sono

viscide, sicché la faccenda

è sempre ben altra.

L’obiezione è il corpo

L’obiezione è il corpo, insolubile com’è.

Malgrado alcune convincenti prove di buonumore,

il monolito sta lì fermo immobile, sabotato

in ogni inclinazione plausibile –

puoi saltare la cavallina ma dipende

dalla pendenza. Si cerca di cancellare

l’eco dell’ultimo timbro, la materia

sonora è fatta di slittamenti

che sono peripezie, se non lazzi.

Signora mia

Potrei raccontarti, signora mia,

di metamorfosi rivoltanti. Cose

che nascono perfino giustificate

e poi velocemente si assottigliano

e si allungano e magari,

che schifo, gocciano.

Una o uno s’abbandona al ricordo

Una o uno s’abbandona al ricordo.

Nel ricordo c’è un’eco dell’origine

in forma di rigurgito ritmico.

Conclusione: la vita è velatura.

La pietra d’inciampo

La pietra d’inciampo? Buona quella.

Stando ai fatti, una remunerazione ambigua,

as usual. Si confida, as usual,

nel sonno degli assediati, meglio, nella loro

sempre più difficilmente differibile urgenza.

 

Suonano alla porta, apri, scopri

che qualcuno ha lasciato davanti alla soglia

un cavallo a dondolo alto venti metri,

capisci che, se non hai la residenza

a Buckingham Palace, il dono è sproporzionato?

Editor #6

In quanto persona seria, per Giovanni Witten, l’oroscopo era solo la fugace occasione di giochi combinatori o, al massimo, una riuscita poetica minore. Eppure, quella volta il senso prevaricò sulla logica e il canto.
Il responso radiofonico a carico dello scorpione era: “Siete una fucina di idee (…) Non importa se tra un po’ le cose cambieranno.”
Un millesimo di secondo dopo, credette di non aver capito, disse a mezza voce, benché fosse solo: Prego?
Un altro millesimo di secondo dopo, ebbe l’istinto di contattare subito l’autore dei testi dell’astrologo, per domandargli retoricamente se fossero cose da dire e soprattutto se fossero dette bene.
Un terzo millesimo di secondo dopo, la poesia, coi suoi limiti, si prestò a sviare le orrende mire del senso contenute nella predizione. Durò poco. Il senso aveva ora l’aspetto del drago nato grande.